L’assessore ha commentato la proposta d’accordo che finanzia 180 mila euro per “portare il patrimonio di conoscenze sviluppato dalle Università venete più vicino alle imprese“
L’assessore allo Sviluppo economico Massimo Bitonci commenta la proposta di accordo, approvata dalla giunta veneta, tra la Regione e la camera di commercio di Padova, che con un investimento di quasi 180 mila euro porterà nelle imprese i brevetti dei giovani ricercatori degli atenei veneti.
“Il nostro obiettivo è fare in modo che un brevetto non rimanga chiuso in un cassetto o confinato dentro un laboratorio, ma diventi un investimento per i giovani e le imprese, anche per scongiurare il rischio che i ricercatori facciano fruttare all’estero quelle idee” dichiara l’assessore.
“In Veneto abbiamo Università di assoluto livello e un sistema produttivo che ha dimostrato di saper trasformare la ricerca in prodotti, tecnologie e competitività – prosegue Bitonci –:quello che dobbiamo fare è rendere questo incontro più facile e più efficace. Nell’evento che organizzeremo a seguito di questo accordo, infatti, saranno previsti incontri personalizzati B2B tra ricercatori e imprese, con spin-off universitarie e startup innovative venete”.
“Vogliamo portare il patrimonio di conoscenze sviluppato dalle Università venete più vicino alle imprese, favorendo il trasferimento tecnologico e creando nuove opportunità di sviluppo. Presto firmerò l’intesa con il presidente della Camera di Commercio di Padova Antonio Santocono; inizieremo dalla mappatura del patrimonio brevettuale delle Università venete, in parallelo ad una attività di informazione, contatto e coinvolgimento delle aziende potenzialmente interessate alle tecnologie e alle soluzioni sviluppate dagli Atenei. L’obiettivo è arrivare al coinvolgimento di almeno 200 imprese venete” spiega l’assessore.
“Guardiamo in primis ai giovani, perché dietro una ricerca o un brevetto ci sono competenze e lavoro che vogliamo valorizzare. Se riusciamo a portare quei progetti nelle imprese, possiamo creare nuove opportunità professionali e nuove possibilità di fare impresa in Veneto”, conclude Bitonci.



