Giovedì 10 settembre la prima campanella per circa 86 mila alunni della provincia. Circa 500 docenti assunti a tempo indeterminato, ma restano cattedre scoperte e si continua a ricorrere alle supplenze
Saranno circa 86 mila le studentesse e gli studenti della provincia di Venezia che giovedì 10 settembre torneranno in classe per l’avvio ufficiale dell’anno scolastico 2026/27. Sono però oltre 2.000 in meno rispetto allo scorso anno: un calo che conferma come la tendenza demografica continui a pesare sul sistema scolastico del territorio.
In alcune scuole, grazie all’autonomia organizzativa, le lezioni sono già cominciate lunedì 7 settembre. Per gli studenti, dunque, il nuovo anno scolastico è già iniziato, con docenti in parte nuovi e in parte già presenti lo scorso anno e quindi in grado di garantire continuità didattica.
Sul fronte degli insegnanti, tra la metà di luglio e la fine di agosto sono state effettuate numerose assunzioni a tempo indeterminato nei diversi gradi di istruzione e per le varie tipologie di posto. In provincia di Venezia sono stati circa 500 i docenti immessi in ruolo.
“Come Organizzazione sindacale siamo soddisfatti per le diverse immissioni in ruolo effettuate quest’estate, perché ogni assunzione a tempo indeterminato rappresenta un passo avanti verso la stabilità del personale e della scuola – spiega Ciro Esposito, Segretario generale Cisl Scuola Venezia -. Ma occorre fare di più: la stabilizzazione deve riguardare tutti i posti disponibili, soprattutto quelli che ogni anno vengono coperti con personale precario. Non possiamo continuare a considerare strutturali posti di lavoro che vengono trattati come temporanei anno dopo anno. Stabilizzare tutti i posti disponibili significa dare certezza ai lavoratori, ma soprattutto garantire continuità didattica e qualità del servizio agli studenti”.

Particolarmente delicata resta la situazione della scuola primaria, sia sui posti comuni sia sul sostegno, dove continuano a mancare diversi insegnanti. Problemi si registrano anche nelle discipline tecniche degli istituti tecnici industriali, dove il numero insufficiente di candidati nelle graduatorie rende difficile coprire tutti i posti disponibili.
Per il personale Ata, indispensabile per il funzionamento quotidiano delle scuole e per le attività amministrative, tecniche e ausiliarie, sono state invece circa 180 le immissioni in ruolo. A queste si aggiungono otto nuovi dirigenti scolastici, destinati ad altrettante istituzioni scolastiche della provincia.
Il nodo delle supplenze
Resta centrale il problema del precariato. Il 31 agosto sono stati pubblicati i bollettini delle nomine da Gps per il personale docente precario, attraverso i quali vengono assegnati i posti rimasti vacanti e disponibili.
Sono 406 i docenti che hanno ottenuto la conferma sui posti di sostegno, una misura considerata importante per garantire continuità didattica agli alunni con disabilità. A questi si aggiungono circa 1.600 nomine di supplenza sui diversi posti disponibili.
Il quadro, però, non è ancora definitivo. Alcune rinunce hanno lasciato ulteriori cattedre scoperte e l’Ufficio scolastico provinciale è atteso nelle prossime ore con la pubblicazione del secondo bollettino di nomina, necessario per assegnare i posti ancora disponibili.
Soprattutto nella scuola primaria, è quindi probabile che alcune cattedre rimaste senza insegnante dopo le procedure provinciali vengano restituite alle singole scuole. Saranno queste ultime a dover intervenire attraverso le graduatorie d’istituto e gli interpelli per garantire la copertura delle cattedre e l’avvio regolare delle lezioni.
Anche per il personale Ata le nomine dalle graduatorie permanenti sono state effettuate nei primi giorni di settembre, con presa di servizio entro il 4 settembre. Restano però numerosi posti liberi che le scuole stanno coprendo attraverso le graduatorie d’istituto.
“Nuova campanella, problematiche vecchie”
Per il sindacato, il problema non è dunque soltanto quello di far partire le lezioni, ma di intervenire sulle criticità che ogni anno si ripresentano. “Anche quest’anno la scuola veneziana si prepara a ripartire grazie all’impegno quotidiano del personale docente, educativo, ATA e dei dirigenti scolastici – sottolinea l’organizzazione sindacale – ma non possiamo limitarci a celebrare l’avvio delle lezioni. Dietro la prima campanella rimangono infatti problemi strutturali che si ripresentano puntualmente ogni anno“.
Le assunzioni vengono considerate un passo avanti, ma non ancora sufficiente. “Le immissioni in ruolo effettuate rappresentano un passo importante, ma sono ancora insufficienti a garantire quella stabilità degli organici che sarebbe necessaria per assicurare continuità didattica, qualità dell’offerta formativa e piena funzionalità delle istituzioni scolastiche”.
Il sindacato punta quindi il dito contro il ricorso sistematico alle supplenze per coprire posti che, secondo la denuncia, sono in molti casi disponibili in modo stabile. “Non è più possibile affidarsi ogni settembre a migliaia di supplenti per coprire posti che, in molti casi, sono disponibili stabilmente. Abbiamo docenti abilitati, specializzati e con anni di esperienza alle spalle che continuano a lavorare con contratti precari, mentre le scuole devono ogni anno ricominciare le procedure per coprire gli stessi posti”.
La richiesta è quella di un intervento strutturale sul reclutamento e sugli organici. “È necessario introdurre un doppio canale di reclutamento per il personale docente, valorizzando l’abilitazione, la specializzazione e l’esperienza maturata sul campo, e superare per il personale ATA gli attuali vincoli legati al turnover. Occorre inoltre procedere alle assunzioni su tutti i posti effettivamente disponibili nell’organico di diritto”.
L’obiettivo, conclude il sindacato, è fare in modo che l’inizio dell’anno scolastico non coincida ogni volta con la ricerca degli insegnanti e con le emergenze legate agli organici. “Solo in questo modo – conclude l’organizzazione sindacale – sarà possibile trasformare la prima campanella da un appuntamento che ogni anno ripropone le stesse emergenze in un vero momento di ripartenza, garantendo stabilità degli organici, continuità educativa e didattica e maggiore qualità del servizio scolastico”.
Nuova campanella, dunque, ma per la scuola veneziana restano vecchi problemi: meno studenti, posti ancora scoperti e migliaia di contratti a tempo determinato per garantire il funzionamento delle classi.



