Quasi 50 mila veicoli al giorno sulla SR308 “Nuova Strada del Santo”. La Regione punta a ridurre code e tempi di percorrenza: PFTE al via nel 2027, gara per i lavori nel 2030 e opera completata entro il 2032
Quattro corsie invece di due, per un tratto di 4,2 chilometri della SR308 “Nuova Strada del Santo”, tra gli svincoli di Mejaniga, Bragni-Bagnoli e Cadoneghe. È il progetto presentato oggi dalla Regione del Veneto e da Veneto Strade per potenziare una delle arterie più importanti per l’accesso a Padova e al suo hinterland, ma anche per i collegamenti lungo la direttrice nord-sud, a servizio di un territorio caratterizzato da un forte tessuto commerciale e produttivo.

La situazione attuale
Il tratto interessato dal primo stralcio ha oggi una sola corsia per senso di marcia, una configurazione che non sarebbe più sufficiente a sostenere i volumi di traffico. La strada è congestionata per gran parte della giornata, con le maggiori criticità nelle ore di punta: tra le 7.15 e le 8.15 del mattino e tra le 17.30 e le 18.30 del pomeriggio.
I rilievi effettuati nel maggio 2026 fotografano una situazione particolarmente intensa. Nel tratto più trafficato, tra gli svincoli di Bragni-Bagnoli e Cadoneghe, il traffico giornaliero medio feriale arriva a circa 47.500 veicoli equivalenti al giorno, considerando entrambe le direzioni. I mezzi pesanti rappresentano circa il 17,5 per cento del traffico complessivo, facendo della SR308 una delle strade regionali con i livelli più elevati di traffico giornaliero.
L’ora più critica è quella tra le 7.15 e le 8.15, quando sono stati rilevati 12.068 veicoli equivalenti. “I numeri spiegano meglio di qualsiasi altra cosa perché abbiamo deciso di intervenire – sottolinea il presidente della Regione, Alberto Stefani –. Qui ogni giorno transitano quasi 50 mila veicoli equivalenti e nelle ore di punta una strada progettata con una corsia per senso di marcia deve fare i conti con una domanda che ha ormai superato la sua capacità. Serve perciò una soluzione strutturale”.
Velocità fino a 24-25 chilometri orari
Nonostante il limite di velocità sia fissato a 90 chilometri orari, per buona parte della giornata la velocità effettiva sulla SR308 è molto più bassa. Le maggiori criticità si concentrano soprattutto in corrispondenza degli svincoli.
Le rilevazioni indicano infatti velocità che possono scendere fino a 24-25 chilometri orari. Nel tratto interessato dall’intervento il valore arriva a circa 28 chilometri orari, mentre in altri punti critici si registrano 44 e 49 chilometri orari. Nei tratti meno congestionati, invece, la velocità si attesta intorno ai 70 chilometri orari.
Secondo l’analisi effettuata, il problema riguarda sia la sezione della strada, ormai inadeguata rispetto alla quantità di traffico, sia gli svincoli, dove alcuni tratti di scambio hanno una lunghezza insufficiente. Il risultato sono rallentamenti, code e interferenze tra i veicoli che percorrono la SR308 e quelli impegnati nelle manovre di ingresso o uscita.
“Questa infrastruttura serve un territorio che ogni giorno si muove verso Padova e verso il sistema produttivo dell’area nord-est – afferma l’assessore regionale alle Infrastrutture Marco Zecchinato –. Il problema non riguarda soltanto chi percorre la SR308 bensì la funzionalità complessiva della rete e la possibilità per cittadini, lavoratori e imprese di spostarsi in tempi ragionevoli e in condizioni di sicurezza. Il raddoppio è un intervento strategico perché agisce direttamente sulla causa della congestione, aumentando la capacità dell’asse e migliorando anche il funzionamento degli svincoli e della rete circostante“.
L’obiettivo: velocità fino a 80 chilometri orari
La soluzione individuata dalla Regione prevede il raddoppio della piattaforma stradale, con il passaggio da una a due corsie per ogni senso di marcia. L’obiettivo principale è ridurre la congestione, soprattutto nelle fasce orarie più critiche del mattino e della sera.
Il potenziamento dovrebbe consentire di diminuire le code, aumentare la velocità di percorrenza e di immissione sulla SR308 e migliorare le velocità medie in entrambe le direzioni. Nei tratti critici a sud, dove oggi si registrano velocità tra 24 e 25 chilometri orari, gli scenari di progetto indicano valori compresi tra circa 77 e 82 chilometri orari. La velocità media attesa in direzione sud è di circa 75 chilometri orari.
L’intervento dovrebbe inoltre avere effetti sull’intera rete stradale, intercettando una parte del traffico che oggi si distribuisce sugli itinerari urbani. Il modello stima un incremento di circa 200 veicoli all’ora bidirezionali dovuto all’effetto di rete e di circa 260 veicoli all’ora bidirezionali legato alla componente urbanistica, con una variazione complessiva indicata nel modello pari al 15 per cento.
“La parte più importante di questo lavoro è che non stiamo ragionando soltanto sulla strada, ma sul funzionamento dell’intera rete – spiega il consigliere delegato alle Infrastrutture Elisa De Berti –. La soluzione individuata consente di aumentare la capacità dell’asse, ridurre la congestione e migliorare le velocità nelle tratte oggi più problematiche, mantenendo al tempo stesso contenuti il consumo di suolo e i disagi durante la cantierizzazione. Abbiamo voluto dare all’intervento una prospettiva precisa, con passaggi e scadenze già individuati“.
PFTE nel 2027, gara per i lavori nel 2030
La Regione ha già finanziato il successivo livello di progettazione. Nei prossimi mesi, con previsione di avvio all’inizio del 2027, Veneto Strade bandirà la gara per la progettazione del PFTE, il Progetto di Fattibilità Tecnico-Economica, per un importo di 5,1 milioni di euro.
Sarà il PFTE a definire in modo puntuale il costo del primo stralcio. Al momento la stima complessiva è di circa 150 milioni di euro. Considerando l’andamento dei prezziari e l’aumento dei costi delle opere legato anche ai contesti di crisi internazionale, la previsione prudenziale porta oggi a una forbice compresa tra 150 e 200 milioni di euro.
Una volta completato il PFTE sarà possibile stabilire il fabbisogno finanziario necessario per il progetto esecutivo e, soprattutto, per la realizzazione dell’opera, dando così avvio al complesso iter autorizzativo.
Il cronoprogramma indicato dalla Regione prevede di reperire le risorse entro il primo semestre del 2029. A quel punto si potrà procedere con il progetto esecutivo e, successivamente, con la gara d’appalto nel primo semestre del 2030. L’obiettivo è completare l’opera entro la fine del 2032.
Gli altri interventi sulla SR308
Il raddoppio tra Mejaniga e Cadoneghe rappresenta il primo stralcio del programma di potenziamento della SR308. Sempre sulla “Nuova Strada del Santo”, Veneto Strade ha già bandito la gara per la progettazione del potenziamento tra gli svincoli 18 e 19 e del relativo svincolo. Per la realizzazione di questo ulteriore intervento sono attualmente disponibili 50 milioni di euro di risorse regionali.
Parallelamente continua l’attività di manutenzione della SR308, che complessivamente si estende per 27 chilometri. Nell’ultimo triennio la Regione ha destinato quasi 20 milioni di euro agli interventi di asfaltatura profonda su gran parte dell’arteria.
La manutenzione prosegue anche nel 2026. Veneto Strade programma normalmente i lavori tra il venerdì sera e la domenica sera, in modo da limitare i disagi agli automobilisti durante i giorni lavorativi. Attualmente la società è impegnata nel rifacimento dei giunti, mentre in autunno sono previste nuove asfaltature sull’asta principale della SR308 e su alcuni svincoli.
“La manutenzione e il potenziamento sono due facce della stessa strategia – conclude il presidente Stefani –. Da una parte continuiamo a intervenire sulla strada che esiste, come dimostrano i quasi 20 milioni investiti nell’ultimo triennio; dall’altra guardiamo avanti, perché una rete infrastrutturale moderna va progettata sulla mobilità che il territorio ha oggi e soprattutto su quella che avrà domani“.



