Il consigliere sottolinea come “i processi di integrazione non imposti dall’alto, si rischia sennò che gli italiani diventino una minoranza a casa loro“
Il consigliere regionale di Lega – Liga Veneta, Rosanna Conte, si è espressa in merito alla notizia della fuga collettiva del personale Ata e amministrativo dall’istituto Giulio Cesare di Mestre.
“È la pietra tombale su anni di retorica immigrazionista e buonista. Quando le classi smettono di essere luoghi di scambio e diventano veri e propri ghetti, il sistema crolla. La verità è evidente, al di là di ogni parola ideologica: i processi di integrazione vanno accompagnati con rigore e buon senso, non imposti dall’alto nel nome dell’ideologia. Questa vicenda è la cartina tornasole del rischio per il futuro dell’Italia” dichiara Conte.

“La decisione dei collaboratori scolastici e degli impiegati di chiedere il trasferimento di massa non è un atto di intolleranza, ma un grido d’allarme disperato di fronte a condizioni di lavoro diventate insostenibili a causa di barriere linguistiche e culturali – prosegue il consigliere – Se non si inverte immediatamente la rotta, il rischio concreto è che gli italiani diventino sempre più una minoranza a casa loro, stranieri nelle proprie scuole e nei propri quartieri. Senza una vera condivisione dei nostri valori e senza il rispetto delle regole fondamentali della nostra società, non esiste integrazione, ma solo una lenta e inaccettabile sostituzione”.
“Il multiculturalismo, bandiera della sinistra, a Venezia si è dimostrato fallimentare” conclude Conte.


