Il coordinatore dell’osservatorio diritti animali denuncia i requisiti d’accesso ai bandi di polizia provinciali, chiedendo che venga approvata la legge per chi vuole opporsi
Il coordinatore dell’osservatorio diritti animali di Europa verde, Andrea Zanoni, accende i riflettori su una questione che sta emergendo nei concorsi pubblici per la polizia provinciale grazie a delle recenti inchieste giornalistiche: prendendo in considerazione dei bandi pubblicati in Veneto, Lombardia, Piemonte ed Emilia-Romagna (comprendendo città come Belluno, Treviso, Vicenza, Venezia, Cuneo, Mantova e Rimini), è stato notato che essi inseriscono tra i requisiti obbligatori d’accesso la “disponibilità incondizionata e irrevocabile” alla soppressione e all’abbattimento della fauna selvatica.
Questo rappresenterebbe uno sbarramento che taglia fuori chiunque manifesti un rifiuto etico, portando la persona in questione a ricevere procedimenti disciplinari, mobbing o all’esclusione dai concorsi per gli agenti obiettori.
La denuncia di Andrea Zanoni: “Chi difende la natura non può essere sanzionato”
“Ci sono persone che hanno dedicato la propria vita, scegliendo dei percorsi di studi e un lavoro specifico, per difendere gli animali e la natura entrando nelle guardie ambientali e venatorie. Accade però che, una volta assunti, vengano comandati di uccidere animali come gazze, ghiandaie, nutrie, volpi, cinghiali e piccioni, e adesso persino lupi e ibis sacri. È una distorsione inaccettabile, ed è il motivo per cui è fondamentale approvare una legge che consenta loro di opporsi legittimamente a queste vere e proprie carneficine”.

“Non possiamo permettere che corpi storicamente preposti alla tutela dell’ambiente e della legalità venatoria vengano trasformati in bracci armati delle doppiette o lottizzati da interessi venatori e zootecnici – incalza il coordinatore di Europa verde – L’obiezione di coscienza è un diritto fondamentale, tutelato dagli articoli 2 e 117 della nostra Costituzione, dalla Carta di Nizza e dalla Convenzione Europea dei Diritti dell’Uomo, oltre che protetto dalle norme sull’occupazione contro ogni forma di discriminazione nei luoghi di lavoro. Come chiarito anche dalla giurisprudenza nei casi di obiezione alle armi per le polizie locali, chi difende la natura non può essere discriminato né demansionato o sanzionato“.
“Chiediamo l’immediata calendarizzazione e approvazione della proposta di legge AVS alla Camera. Chi sceglie di proteggere la vita e la natura non deve essere costretto a imbracciare un fucile per lavorare” conclude Zanoni.
Dalla regione al Parlamento
La battaglia per il riconoscimento di questo diritto ha già superato i confini regionali. Dopo la proposta di legge statale n. 51 depositata in consiglio regionale del Veneto il 12 dicembre 2024 su iniziativa del consigliere Andrea Zanoni, la norma è arrivata all’attenzione del Parlamento Nazionale. Il 13 febbraio 2026 è stata infatti presentata alla camera dei deputati la proposta di legge n. 2799 a firma dei deputati Avs Zanella, Bonelli, Fratoianni, Borrelli, Dori, Grimaldi, Ghirra, Mari, Piccolotti e Zaratti.
Il testo mira a integrare la legge n. 157/1992 introducendo l’articolo 19.1 per garantire al personale addetto al controllo faunistico la facoltà di dichiarare l’obiezione di coscienza verso qualsiasi intervento di abbattimento, garantendo la parità di trattamento economico e funzionale, incentivando l’uso di metodi ecologici e non cruenti e imponendo la formazione annuale obbligatoria sulle alternative sostenibili.



