Al monumento “Memoria e Luce” la commemorazione delle 21 vittime dell’11 settembre iscritte al sindacato IBEW. I nomi scanditi uno a uno accompagnati dal rintocco della campana
A quasi 25 anni dagli attentati dell’11 settembre 2001, Padova ha ricordato oggi le vittime del World Trade Center con una cerimonia al monumento “Memoria e Luce”, il memoriale progettato da Daniel Libeskind e unico in Europa dedicato alla tragedia delle Torri Gemelle.
L’iniziativa, promossa per la terza volta dopo le edizioni del 2013 e del 2021, ha voluto rendere omaggio in particolare ai 21 elettricisti che persero la vita mentre lavoravano all’interno del complesso di New York. Molti di loro erano di origini italiane e altri 34 colleghi morirono nei giorni successivi a causa delle conseguenze riportate durante l’attacco.
La commemorazione nasce dalla collaborazione tra l’International Brotherhood of Electric Workers (IBEW), il sindacato americano al quale appartenevano gran parte delle vittime, e la Flaei Cisl. All’evento hanno preso parte il Comune di Padova, la Cisl Veneto e la Cisl Padova Rovigo.
La mattinata si è aperta con la messa nella Basilica di Santa Maria del Carmine, celebrata dal vescovo di Padova Claudio Cipolla. Successivamente, davanti al monumento, sono intervenuti l’assessore Luigi Alessandro Bisato, la vice console degli Stati Uniti Lindsay Harrison, il segretario generale della Flaei Cisl Amedeo Testa, Chris Erikson dell’IBEW di New York e il segretario generale della Cisl Veneto Massimiliano Paglini.
Il momento più intenso della cerimonia è arrivato con la lettura dei nomi delle vittime, i cui nomi sono stati scanditi uno a uno mentre la campana del memoriale risuonava in loro ricordo.



Paglini: “Dove viene colpita la vita, viene colpito il lavoro”
Nel suo intervento, Massimiliano Paglini ha legato il significato della memoria al valore del lavoro e della pace. “In questa commemorazione ricordiamo dei lavoratori, ricordiamo persone che quella mattina si erano alzate, avevano salutato qualcuno, avevano preso un treno, un autobus, una metropolitana ed erano entrate nel loro posto di lavoro. Il lavoro è vita! E dove viene colpita la vita, viene colpito anche il lavoro! Viviamo un tempo nel quale la guerra è entrata nella normalità del linguaggio quotidiano e la forza delle azioni, troppo spesso viene prima della forza delle parole, ed è diventata la normalità delle relazioni tra i popoli e tra le persone ed ha sostituito la parola quale strumento ordinario della politica internazionale”.

“Torniamo a far parlare la diplomazia, la cooperazione, le istituzioni internazionali – ha proseguito –. Perché dietro ogni guerra ci sono sempre lavoratori che non raggiungono più la propria fabbrica, famiglie che abbandonano la propria casa, bambini che non entrano più in una scuola, imprese che chiudono, comunità che vengono disperse a cui viene negato un futuro. Per questo pace e lavoro non sono due temi separati, sono profondamente legati. Non c’è lavoro dignitoso senza pace e non può esserci una pace duratura senza giustizia sociale, sviluppo e lavoro“.
Anche il segretario generale della Flaei Cisl nazionale, Amedeo Testa, ha sottolineato il valore della commemorazione come strumento per contrastare l’oblio. “L’unica cosa che possiamo fare per evitare che si ripetano eventi drammatici come l’attacco alle Torri Gemelle, è tenere viva la memoria. Organizzare una commemorazione come questa non è cosa banale, ma ci impegniamo volentieri, e sono orgoglioso della riuscita, perché crediamo sia nostro dovere primario ricordare, soprattutto alle nuove generazioni, l’atrocità e il dolore provocato da quell’attentato e da altri atti simili. Se non si fa memoria, si dimentica e non possiamo permettercelo“.



