Ca’ Bragadin, storica dimora veneziana del designer, apre le porte al pubblico tra abiti, gioielli, accessori e modelli che ripercorrono la sua carriera
Abiti, soprabiti, gioielli, occhiali e modellini per raccontare la storia e l’evoluzione creativa di uno dei protagonisti della moda internazionale del Novecento. Apre al pubblico a Venezia la Casa Museo dedicata a Pierre Cardin, ospitata a Ca’ Bragadin, storica dimora veneziana dello stilista.
Nelle stanze che un tempo ospitavano Cardin trovano ora spazio 350 opere che ripercorrono la sua lunga attività e il suo contributo alla storia della moda. Un percorso costruito attraverso tessuti, capi e oggetti che testimoniano una ricerca segnata dalla sperimentazione e dall’innovazione, ma soprattutto dalla volontà di rompere gli schemi e anticipare forme e linguaggi destinati a influenzare anche il design contemporaneo.


L’apertura della Casa Museo restituisce così alla città anche il rapporto personale che legava lo stilista a Venezia, luogo scelto da Cardin non soltanto come dimora, ma anche come spazio di lavoro e fonte di ispirazione.
“Con l’apertura delle porte di questo splendido scrigno di arte e creatività, Venezia si conferma la vera capitale della contemporaneità – ha dichiarato il sindaco di Venezia, Simone Venturini, durante l’inaugurazione – una città che non vive soltanto della straordinaria eredità del proprio passato, ma continua a produrre cultura, accogliere nuovi linguaggi e mettere in relazione artisti, creativi e idee provenienti da tutto il mondo. In questo racconto non poteva mancare la Casa Museo di Pierre Cardin. La sua apertura al pubblico restituisce alla città uno spazio straordinario, intimo e al tempo stesso aperto alla sperimentazione, che sono certo saprà essere vivo e dinamico”.



Il primo cittadino ha sottolineato in particolare il rapporto tra Cardin e la città lagunare. “Qui ritroviamo anche il legame più personale di Cardin con Venezia, che per lui non è stata soltanto una casa, ma una musa: un luogo in cui ritirarsi, pensare, disegnare e trovare ispirazione. Oggi questo rapporto diventa patrimonio condiviso e aggiunge un nuovo, importante tassello al mosaico della Venezia contemporanea”.
“Ringrazio Rodrigo Basilicati per aver scelto di aprire questo spazio alla nostra comunità e di farne non soltanto un luogo della memoria, ma anche uno luogo capace di generare ancora creatività, incontri e nuove idee – ha concluso Venturini -. Qui non si esporrà soltanto si proseguirà anche il cammino già intrapreso da Pierre Cardin durante la sua leggendaria carriera“.



