I fatti, effettuati con lo stesso modus operandi, sono avvenuti lunedì scorso a danno di un 86enne e di una 83enne
Nella tarda mattinata di lunedì scorso a Noventa Padovana, nel quartiere Oltrebrenta, una pattuglia impegnata in un servizio di controllo del territorio ha notato in sosta un’utilitaria già segnalata alla sede del comando: l’auto era stata indicata come il mezzo utilizzato da falsi carabinieri e finti agenti per raggirare gli anziani.
I militari hanno quindi avviato un appostamento per individuare e fermare i sospettati. Poco dopo, due uomini vestiti di nero si sono avvicinati alla vettura e, una volta a bordo, si sono dati alla fuga a gran velocità verso il centro città.
L’inseguimento e la perquisizione
I sospettati sono stati prontamente inseguiti e fermati in via Cellini: alla guida c’era un 26enne, mentre sul lato passeggero sedeva un 39enne. Perquisiti, i due sono stati trovati in possesso di circa 200 euro in contanti e di due telefoni cellulari, entrambi sequestrati. Inoltre, nascosti in una busta all’interno di uno spazio vuoto del vano portaoggetti, sono stati rinvenuti gioielli in oro e orologi. I fermati sono stati quindi accompagnati in caserma per gli accertamenti di rito.
Ulteriori accuse
Nel frattempo, la centrale operativa della compagnia Carabinieri di Padova ha informato i militari che i due si erano resi responsabili di due distinti e gravi episodi. Il primo si era consumato in via Salata ai danni di un 86enne, contattato telefonicamente da un sedicente “maresciallo dei carabinieri” che lo invitava a raccogliere i gioielli e i preziosi presenti in casa per non meglio precisate verifiche. Subito dopo la telefonata si è presentato presso l’abitazione il 39enne. L’anziano, dapprima pronto a consegnare quanto richiesto, si è insospettito notando un vistoso tatuaggio sul collo dell’uomo e gli ha chiesto di esibire un tesserino di riconoscimento. A quel punto il malvivente, con una mossa repentina, ha spinto la vittima e le ha strappato dalle mani la busta contenente preziosi per circa 50mila euro ed è fuggito. Scoperto dai vicini di casa durante la fuga, l’uomo ha abbandonato in strada il bottino per far perdere le proprie tracce. La refurtiva è stata poi recuperata e restituita all’anziano.
Il secondo episodio si era verificato poco prima in via San Polo ai danni di una 83enne che, con lo stesso modus operandi, aveva ricevuto una telefonata da un sedicente “finanziere”. A casa della donna si era poi presentato sempre il 39enne, facendosi consegnare oggetti d’oro e tre orologi di pregio per un valore di 7 mila euro: si tratta proprio dei preziosi rinvenuti all’interno del veicolo, che sono stati restituiti alla legittima proprietaria.
I due uomini, un 39enne campano e un 26enne albanese, residenti tra le province di Napoli e Caserta è già noti alle forze dell’ordine, sono stati perciò arrestati.



