Il consigliere di Resistere Veneto sostiene come “siamo davanti a una pura partita politica tra destra e sinistra”
Il consigliere regionale Davide Lovat (Resistere Veneto) ribadisce il voto contrario espresso in aula in merito al provvedimento del suicidio assistito.
“La risposta alla disperazione non può essere la collaborazione al suicidio, ma una comunità che non abbandona mai chi soffre. Le grandi civiltà si riconoscono dalla capacità di custodire ciò che ritengono indisponibile, e la vita umana è il primo e supremo di questi beni. Come riconosciuto anche dal presidente Zaia, la sentenza della Corte Costituzionale non determina affatto un “diritto al suicidio” in Italia, ma si limita a delimitare un perimetro ristretto in cui cessa la punibilità per casi specifici” dichiara Lovat.
“Soprattutto – continua il consigliere – da questo voto in Consiglio regionale non dipenderà l’introduzione del suicidio assistito in Veneto: sostenerlo verso l’esterno è una mistificazione della realtà. Ma allora, di fronte a un’attenzione mediatica enorme e a una narrazione che fa credere ai cittadini il contrario, che cosa stiamo facendo in quest’Aula? Gridiamolo apertamente: siamo davanti a una pura partita politica“.

“Dopo aver letto le lettere pubbliche e le prese di posizione delle scorse ore, la discussione tecnica non ha più alcun senso – prosegue Lovat – Le carte sono scoperte. Da un lato c’è una Sinistra progressista, atea e radicale come Alleanza Verdi e Sinistra e il PD che persegue la sua storica visione ideologica; dall’altro ci sono forze granitiche nel difendere la tradizione cristiana, la vita e l’identità veneta come Resistere Veneto. In mezzo c’è l’ago della bilancia: la Lega.”
“Gli elettori veneti, che hanno votato in massa a destra credendo nei valori della famiglia e della vita, vogliono risposte chiare. Chi dice “Viva San Marco” come vota oggi? Vota con la Sinistra radicale o sceglie la linea della civiltà e della tradizione veneta? – domanda il consigliere – Voglio proprio vedere come faranno gli esponenti leghisti a presentarsi al mondo cattolico e moderato avendo a curriculum un voto a favore del fine vita. La realtà è che la Sinistra sta cercando di fare un blitz ideologico usando i voti della Lega per far passare una legge che non crea alcun diritto concreto, ma serve solo a piazzare una bandierina culturale.
“Se la Lega cederà, confermerà tristemente il disprezzo ideologico espresso da esponenti del PD come Bonaccini verso l’elettorato autonomista e tradizionale. Il Veneto non si presti a essere la cavia di un’ingegneria sociale ideologica: si difenda la vita e si rispetti il mandato ricevuto dai cittadini” conclude Lovat.



