I protagonisti saranno tre artisti che, con linguaggi diversi, analizzano il ruolo dell’acqua e il collegamento tra memoria e realtà di oggi
Mercoledì 2 settembre alle ore 20:30, villa Draghi a Montegrotto Terme ospiterà “L’acqua zè morta?“, uno degli appuntamenti della 25esima edizione di Euganea film festival, nel quale l’acqua verrà narrata come una ricerca artistica e una riflessione sul presente.
I protagonisti dell’incontro saranno Marco Paolini, Maria Roveran e Giovanni Pellegrini, tre artisti che, attraverso linguaggi differenti – teatro, musica e cinema – hanno esplorato nei propri lavori i paesaggi d’acqua del Veneto – dalle sorgenti alpine ai fiumi, fino alla laguna veneziana – interrogandosi sulle relazioni tra ecosistemi, memoria e comunità per immaginare nuovi modi di osservare e raccontare il territorio contemporaneo.
Marco Paolini, regista, autore e attore tra le figure più significative della scena italiana, ha fatto del rapporto tra narrazione, territorio e impegno civile uno dei cardini della propria ricerca. Dalle opere dedicate al Vajont fino a “Mar de Molada”, il tema dell’acqua attraversa il suo lavoro e confluisce oggi nel progetto “atlante delle rive” – progetto nato dagli “incontri della fabbrica del mondo”, un collettivo interdisciplinare che riunisce artisti e scienziati per indagare le connessioni tra acque, paesaggi, ecologie e culture -.
Accanto a lui Maria Roveran, attrice, musicista e performer che ha lavorato con registi come Alessandro Rossetto, Mario Martone e Giuseppe Piccioni e la cui ricerca intreccia recitazione, musica e sperimentazione sonora, e il regista e produttore veneziano Giovanni Pellegrini, autore di “Anguane, le voci dell’acqua“, presentato quest’anno nella sezione Eff Hab. Il film, che verrà proiettato alle 21:30, prosegue un percorso dedicato ai paesaggi acquatici del Veneto già sviluppato con “Aquagranda in crescendo, La città delle sirene e Lagunaria”.
“L’acqua zè morta” rappresenta quindi un’azione di teatro civile che ha l’obiettivo di raccontare l’Italia attraverso i suoi fiumi e bacini idrografici, restituendo all’acqua un ruolo centrale nella lettura dei territori e delle comunità che li abitano, inserendosi nel programma “What if…? Riflessioni sul presente e immaginari sui futuri” di Euganea Film Festival, nato dalla collaborazione sempre più consolidata con il dipartimento di geografia dell’università degli studi di Padova e dedicato al confronto tra cinema, ricerca scientifica e divulgazione.



