In merito al nuovo episodio di violenza avvenuto contro un operatore della sanità all’ospedale Cà Foncello di Treviso, il presidente della Regione Veneto Alberto Stefani esprime la propria solidarietà, augurandogli buona guarigione.

“Episodi come quello di Treviso sono davvero troppo frequenti. Oltre alla gravità del gesto colpisce e addolora che ancora ci sia nella società veneta chi non sa portare il dovuto rispetto a lavoratori che si prodigano giorno e notte per assistere chi ha problemi di salute. Un malvezzo che deve finire, con l’impegno di tutta la società civile e anche con forme di deterrenza più incisive” dichiara Stefani.
Su quanto successo si è espresso anche il consigliere regionale e capogruppo della Lega – Liga Veneta, Riccardo Barbisan, dichiarando che: “Esprimo la mia piena solidarietà e vicinanza all’infermiere aggredito al Pronto Soccorso di Treviso. A chi ogni giorno lavora per assistere, curare e aiutare le persone non può essere chiesto di mettere a rischio la propria incolumità”.
“Un’aggressione all’interno di una struttura sanitaria è sempre un fatto grave – sottolinea il consigliere – e lo è ancora di più quando a subirla è un professionista che sta semplicemente facendo il proprio lavoro. Medici, infermieri, operatori sociosanitari e tutto il personale sanitario devono poter svolgere la propria attività in condizioni di sicurezza e serenità. Non possiamo normalizzare episodi di violenza nei confronti di chi è in prima linea per garantire un servizio essenziale alla comunità. Il Pronto Soccorso è un luogo nel quale arrivano persone in condizioni di fragilità, spesso in situazioni di forte tensione, ma nulla può giustificare la violenza”.

“Serve continuare a investire sulla sicurezza delle strutture sanitarie e sulla tutela degli operatori perché difendere chi lavora nella sanità significa anche difendere il diritto di tutti i cittadini a ricevere cure e assistenza in un ambiente sicuro. Al professionista coinvolto va il nostro augurio di pronta ripresa, nella certezza che le istituzioni devono essere al fianco di chi ogni giorno è al servizio della nostra comunità” conclude Barbisan.



