Il sindaco Mortandello: “La nostra identità storica viene interpretata nella maniera più pura tramite le tradizioni della comunità”
Dall’11 al 13 settembre, a Montegrotto Terme si terrà al parco Mostar la nuova edizione de “Il tempo di Berta”, la rievocazione storica medievale organizzata dall’associazione Berta A.p.s. in collaborazione con il comune di Montegrotto Terme.
La leggenda che dà il nome alla manifestazione si colloca nel Medioevo: nell’11esimo secolo, ai piedi dei colli Euganei, la contadina Berta ottenne dall’imperatrice Bertha di Savoia la grazia per il marito, imprigionato per non aver pagato la decima al feudatario. Per gratitudine gli donò una matassa di filo, e Bertha, commossa, la ricompensò con un pezzo di terra grande quanto quel filo poteva delimitare. Quando le altre donne del villaggio si presentarono a loro volta sperando nello stesso dono, l’imperatrice tagliò corto con la frase rimasta celebre, “È finito il tempo in cui Berta filava“, ancora oggi usata per indicare un’epoca ormai passata.
Per i festeggiamenti di quest’anno si comincia venerdì 11settembre: alle 19 apre la locanda “De Montagnon” con un menù che intreccia ricette medievali e rivisitazioni moderne. Alle 20 arrivano al parco Mostar l’imperatore Enrico IV e la consorte Bertha di Savoia, e mezz’ora dopo prende avvio la cena di fuoco, il banchetto alla corte de Montagnon accompagnato da musica e spettacoli. A chiudere la serata, alle 21.30, sarà “Ignis Imperialis”, lo spettacolo di fuoco firmato da madame Scintilla e la poetessa di fuoco.
Sabato 12 il borgo medievale apre alle 10 con botteghe artigiane, un accampamento militare ricostruito e spettacoli itineranti per grandi e piccini, mentre la locanda torna operativa per il pranzo. Il pomeriggio è dedicato alla sfida tra le sei contrade di Montagnon: alle 16 c’è il laboratorio equestre curato da Asd officine horses, pensato per i più piccoli, alle 17 la disfida dei cavalieri a cura de “Le Lame Nere” e alle 18 il palio delle sei contrade a cavallo, organizzato dal gruppo amici del cavallo del Lungo Brenta, in cui i cavalieri devono afferrare il fuso dalle mani della popolana Berta e consegnarlo alla regina Bertha. Dalle 19.30 debutta una novità di questa edizione, “La notte del borgo”, evento che prevede cocktail a tema medievale, musica dal vivo e artisti itineranti animano il parco fino a tarda sera.
Domenica 13 il borgo riapre alle 10 con due appuntamenti diffusi in centro: in piazza Roma le musiche e le danze dei medieval minstrels in onore di Enrico IV, e in piazza Carmignoto, dove si tiene anche il mercatino dell’antiquariato, il volo libero di falconeria de “I Falconieri del re”. Alle 10.30 l’appuntamento più atteso: parte da piazza Mercato il gran corteo storico, che vede la partecipazione di oltre 400 figuranti tra dame, cavalieri, armigeri e popolani lungo corso delle Terme, via Roma, piazza Roma, viale Stazione, piazza Carmignoto, via San Mauro, piazzale Stazione, viale Stazione e via Aureliana, fino all’arrivo al parco Mostar.

Il pomeriggio prosegue con lo spettacolo di burattini “Quando Berta filava. Dalla storia… a una storia” a cura de “I Fantaghirò” e alle 18 una seconda esibizione di falconeria. I tre giorni si chiudono alle 21 con la rappresentazione teatrale de “La leggenda di Berta”, per la regia di Vittorio Attene, con gli attori della scuola di teatro e cinematografia Rec.itando.
Per tutta la durata della manifestazione il borgo medievale di parco Mostar resta aperto con la locanda che propone piatti tipici dell’epoca, mentre sabato e domenica si aggiungono il mercato delle botteghe artigiane, i banchi didattici, i giochi di una volta e l’accampamento militare. Dietro le quinte lavorano centinaia di volontari sampietrini, che ogni anno preparano i costumi, assegnano i ruoli e curano l’organizzazione dell’evento.
Le parole del sindaco di Montegrotto Terme, Riccardo Mortandello

““Il tempo di Berta” interpreta nella maniera più pura un aspetto della nostra identità più intima, quella che affonda le radici nella storia e nelle tradizioni della nostra comunità, ed è per questo che ognuno di noi, cittadini e amministrazione insieme, deve sentire la responsabilità di trasmetterla alle nuove generazioni e di farla conoscere il più possibile, dentro e fuori i confini di Montegrotto Terme”.



