Lovat: “Se il centrodestra continuerà a fare il gioco della sinistra e cederà alle pressioni dei centralisti sull’autonomia, non potrà poi stupirsi se il proprio elettorato cercherà risposte altrove“
Il consigliere regionale Davide Lovat (Szumski Resistere Veneto) commenta i dibattiti, apparentemente collegati, del suicidio assistito e dell’attuazione dell’autonomia differenziata.
“Con questi due dibattiti il Consiglio regionale del Veneto si appresta a vivere uno dei passaggi più delicati e divisivi dell’intera consiliatura. Sono due questioni apparentemente distinte, ma unite da un filo conduttore: la capacità del centrodestra, e della Lega in particolare, di rimanere fedele al proprio mandato storico e ai principi per i quali è stato votato, soprattutto in Veneto. Da cristiano veneto tradizionale mi permetto di dire che finché i rappresentanti politici della maggioranza dei veneti continueranno a inseguire l’agenda della Sinistra per paura di apparire ‘troppo conservatori’ o ‘politicamente scorretti’, finché sui temi etici si voterà in fotocopia con le forze progressiste accettando compromessi al ribasso, il destino politico del centrodestra sarà la sostanziale irrilevanza”.
“Quanto al suicidio assistito, la mia contrarietà nasce da una riflessione fondata sul diritto costituzionale, sulla morale naturale e sull’insegnamento sociale della fede cattolica, da sempre pilastro identitario del popolo veneto, popolo di San Marco – prosegue Lovat – La tutela della vita umana, dal suo concepimento fino al termine naturale, non può essere una variabile dei sondaggi né una materia negoziabile nei palazzi della politica. Se oggi la Lega in Veneto sceglie di votare come i radicali e come la Sinistra, la domanda è inevitabile: quale utilità conserva il voto dato dai cittadini veneti a una forza di centrodestra? Le forze popolari e di destra dovrebbero avere il coraggio di difendere una visione dell’uomo alternativa a quella di una Sinistra che, dopo il fallimento delle proprie utopie sociali, sembra aver fatto dell’individualismo esasperato e della cultura dello scarto il proprio programma”.
“Quanto all’Autonomia differenziata, altro tema fondante dell’identità leghista, presentare l’attuale schema di attuazione come un successo definitivo significherebbe trasformare una battaglia storica in un’operazione cosmetica e, di fatto, arrendersi allo statalismo centralista – dichiara il consigliere – Nessun elettore veneto può credere che il traguardo per cui si è battuto per decenni consista nella concessione di qualche competenza limitata e priva di una vera autonomia finanziaria. L’obiettivo minimo e irrinunciabile deve essere un modello di Autonomia integrale e speciale analogo a quello garantito alle Province autonome di Trento e Bolzano. Accettare compromessi studiati per non scontentare i burocrati dei ministeri romani significa tradire il mandato del referendum del 2017 e piegarsi a quella cultura centralista che considera le periferie produttive semplici serbatoi fiscali”.
“Se il centrodestra continuerà a fare il gioco della Sinistra sulle battaglie etiche e, contemporaneamente, cederà alle pressioni dei centralisti sull’Autonomia, non potrà poi stupirsi se il proprio elettorato cercherà risposte altrove, in forze più radicali, trasversali e identitarie. Quando si rinuncia a difendere i propri valori e a pretendere il massimo per la propria terra, si viene inevitabilmente spazzati via dalla storia. La seduta della prossima settimana non sarà dunque una votazione di routine: sarà uno spartiacque tra chi sceglie la coerenza dei principi e chi preferisce la comoda strada della resa culturale e politica“, conclude Lovat.



