Servizi della Polizia di Stato dopo l’esposto dell’Ulss 3 sulla presenza di soggetti molesti nella zona del distretto sanitario. Controllati anche quattro esercizi commerciali
Controlli straordinari della Polizia di Stato in via Cappuccina, a Mestre, per prevenire e contrastare i reati contro il patrimonio e lo spaccio di sostanze stupefacenti. I servizi, svolti nei giorni scorsi, sono stati organizzati anche a seguito di un esposto presentato dal distretto dell’Ulss 3 Serenissima sulla presenza nella zona di soggetti molesti. L’attività, coordinata dal Commissariato di Pubblica Sicurezza di Mestre, ha coinvolto personale dell’Ufficio Immigrazione e della Polizia Scientifica della Questura di Venezia, con la collaborazione della Squadra Cinofili e del Nucleo Commercio della Polizia Locale di Venezia.
Nel corso dei servizi sono state identificate e controllate complessivamente 51 persone. Sei di loro, tutte già con numerosi precedenti per reati specifici, sono state accompagnate negli uffici di polizia per ulteriori accertamenti.

Tra i soggetti controllati c’era un giovane cittadino nordafricano, risultato irregolare sul territorio italiano e trovato in possesso di alcuni grammi di hashish. Il giovane è stato sanzionato per uso personale di sostanza stupefacente. Il Questore di Venezia ha inoltre emesso nei suoi confronti un decreto di espulsione, con l’ordine di lasciare il territorio nazionale e il divieto di rientro per dieci anni.
Durante i controlli è stato individuato anche un cittadino senegalese, tossicodipendente e con precedenti penali, proveniente da una provincia limitrofa. L’uomo era già noto alle forze dell’ordine: lo scorso novembre era stato rintracciato da una pattuglia del Commissariato proprio in via Cappuccina e allontanato da Mestre per tre anni attraverso un Foglio di Via emesso dal Questore di Venezia.
Il nuovo controllo ha permesso di accertare la violazione della misura di prevenzione. L’uomo è stato quindi denunciato in stato di libertà all’Autorità giudiziaria e nuovamente allontanato dal territorio mestrino.
Per altri tre cittadini stranieri, tutti con numerosi precedenti legati ad attività di borseggio sul territorio veneziano, è stato disposto l’allontanamento dal territorio nazionale. Uno dei tre è stato inoltre denunciato all’Autorità giudiziaria per aver violato il Daspo urbano disposto lo scorso marzo dal Questore di Venezia. Un altro è stato invece denunciato per aver fornito false generalità.
Tra le persone sottoposte a controllo c’è anche un 25enne nordafricano, irregolare sul territorio nazionale e con precedenti specifici per spaccio di sostanze stupefacenti. Il giovane non può essere espulso perché richiedente asilo, ma è stato comunque sottoposto all’obbligo di firma tre volte alla settimana presso il Commissariato di Mestre.
Si tratta, secondo quanto comunicato dalla Questura, della prima applicazione nel territorio veneziano della nuova disciplina prevista dal Patto dell’Unione europea sulla Migrazione e l’Asilo, introdotta in Italia con il Decreto legge 100/2026.
Accanto ai controlli sulle persone, gli agenti hanno svolto verifiche anche negli esercizi commerciali della zona, insieme al personale del Nucleo Commercio della Polizia Locale. Quattro attività, situate in via Cappuccina e nelle strade parallele, sono state sottoposte a controlli amministrativi e tutte diffidate per le violazioni riscontrate. Tra le irregolarità contestate figurano la mancata esposizione degli orari, l’assenza dei prezzi esposti, la presenza di plateatici non regolarmente autorizzati e l’assenza del responsabile tecnico.
“I controlli continueranno anche in altre aree di Mestre”
Il Questore di Venezia, Antonio Sbordone, sottolinea i risultati ottenuti e annuncia la prosecuzione dei controlli. “In tutto il territorio di Mestre stiamo implementando i servizi di controllo, in particolare nelle aree più critiche. In via Cappuccina, nei pressi del Distretto sanitario, tali controlli, finalizzati prioritariamente a garantire condizioni di sicurezza e di maggiore serenità agli utenti ed ai dipendenti della struttura, stanno fornendo buoni risultati. L’attività continuerà nel prossimo periodo, come continuerà e sarà consolidata la sinergia istituzionale con i vertici dell’Azienda Sanitaria, che colgo l’occasione per ringraziare per la collaborazione.”
Sulla collaborazione tra forze dell’ordine e azienda sanitaria interviene anche il direttore generale dell’Ulss 3 Serenissima, Massimo Zuin, che evidenzia l’importanza di garantire sicurezza sia agli utenti sia agli operatori delle strutture sanitarie.
“Anche le sedi del servizio sanitario, come ogni altra attività del vivere civile – commenta Zuin – chiedono di poter operare in un contesto di sicurezza e di legalità. La Direzione dell’Azienda sanitaria, che in proposito ha avviato un dialogo fattivo con la Questura, plaude all’impegno profuso dalle Forze dell’Ordine: dai controlli diffusi e dalle azioni di prevenzione messe in atto anche in via Cappuccina, con gli esiti significativi di questi giorni, traggono beneficio sia i cittadini che afferiscono alla Casa della Comunità, sia gli operatori della stessa struttura. Anche alla luce dei risultati conseguiti, il dialogo con la Questura prosegue, e si valutano insieme l’opportunità e la necessità di interventi altrettanto efficaci in altre aree, in primis nell’area della Casa della Comunità di Marghera, così da garantire alla cittadinanza un accesso sicuro ai servizi e così da consentire agli operatori delle strutture dell’Ulss 3 di svolgere i propri compiti senza pressioni indebite e senza aggravio di preoccupazioni improprie”.



