I due consiglieri sostengono che l’autonomia “non deve essere attesa come se fosse un regalo dello Stato, ma è da applicare in quanto principio costituzionale”
I consiglieri regionali Riccardo Szumski e Davide Lovat (Resistere Veneto) esprimono la propria opinione in merito al provvedimento sull’autonomia differenziata, nonostante abbiano votato a favore in prima commissione.
“Abbiamo votato favorevolmente pur mantenendo alcune riserve di fondo su un percorso che, a nostro giudizio, è ancora molto distante da quella vera autonomia che i veneti avevano chiesto con il referendum del 22 ottobre 2017. Il testo attribuisce nuove funzioni e maggiori competenze alla Regione in materie importanti come protezione civile, professioni, previdenza complementare e alcuni aspetti della gestione sanitaria, ma conferma anche che tutto dovrà avvenire nel rispetto dei vincoli della finanza pubblica, senza nuovi o maggiori oneri e sostanzialmente nell’ambito delle risorse già disponibili. Anche sul fronte sanitario viene espressamente garantita la neutralità dell’operazione rispetto al finanziamento nazionale e ai criteri di riparto delle risorse. Per questo il nostro voto favorevole è accompagnato da alcuni distinguo: le competenze sono il motore dell’autonomia, ma le risorse economiche sono il carburante. E se il carburante continua a prendere la strada di Roma, il Veneto può anche avere un motore nuovo, ma rischia di restare fermo” dichiarano i due consiglieri regionali.
“Il problema dell’autonomia, oggi come ieri, è soprattutto quello delle risorse: ogni anno il Veneto contribuisce in modo decisivo alla ricchezza nazionale e tuttavia una parte importante di queste risorse non ritorna ai territori con la stessa intensità – illustrano Szumski e Lovat – Nonostante ciò, abbiamo ritenuto giusto sostenere questo passaggio, perché, come abbiamo già avuto modo di dire, questa autonomia è certamente lontana anni luce da quella immaginata dai veneti nel 2017, ma vale anche il vecchio detto veneto: “col suto va ben anca la tenpesta”. Intanto accontentiamoci di ciò che è possibile ottenere oggi, senza però rinunciare a continuare la battaglia per un’autonomia vera, completa e dotata delle necessarie risorse finanziarie“.
In particolare, Riccardo Szumski sostiene che “come Gruppo Szumski Resistere Veneto non ci limitiamo a chiedere più autonomia: abbiamo già depositato da mesi un documento con una serie di proposte concrete che possono essere realizzate già a legislazione vigente e che consentirebbero al Veneto di costruire progressivamente strumenti di vero autogoverno, partendo proprio dal settore economico e produttivo. Proponiamo la costituzione di un portafoglio di società in house operanti nei settori a maggiore valore aggiunto per il territorio, lo sviluppo di una multiutility regionale unificata per energia, acqua, rifiuti, teleriscaldamento e gas, l’acquisizione di concessioni per la produzione di energia elettrica da fonti idroelettriche, fotovoltaiche ed eoliche, la creazione di un istituto di credito regionale e di fondi di garanzia per sostenere imprese e lavoro”.

“Prevediamo inoltre – continua Szumski – che gli utili netti possano essere reinvestiti nell’abbattimento della pressione fiscale locale e nel miglioramento dei servizi, attraverso una governance trasparente e una rendicontazione annuale ai cittadini e al Consiglio regionale. L’autonomia, infatti, non è soltanto una questione di competenze amministrative, ma anche di capacità economica, di strumenti operativi e di possibilità concreta di trattenere e reinvestire sul territorio una parte della ricchezza prodotta. Per questo non aspettiamo semplicemente che l’autonomia venga concessa: vogliamo costruire, dentro le possibilità offerte dall’ordinamento vigente, le condizioni per renderla reale“.
Il consigliere Davide Lovat annuncia che “c’è una questione che va ben oltre il provvedimento approvato oggi e che dovrebbe imporre una riflessione profonda all’interno delle Istituzioni. Sono passati oltre ottant’anni dall’inizio dei lavori dell’Assemblea Costituente e l’articolo 5 della Costituzione continua a essere, almeno in parte, un principio ancora incompiuto. La Costituzione afferma che la Repubblica “riconosce e promuove le autonomie locali”, che attua nei servizi che dipendono dallo Stato “il più ampio decentramento amministrativo” e che adegua i principi e i metodi della propria legislazione alle esigenze dell’autonomia e del decentramento”.

“Eppure, dopo oltre ottant’anni, siamo ancora qui a discutere di come trasferire funzioni e poteri dal centro ai territori. Anzi, sotto molti aspetti, negli ultimi decenni abbiamo assistito a un percorso inverso, con una crescente concentrazione delle decisioni e delle risorse a livello centrale. L’autonomia non dovrebbe essere considerata una concessione dello Stato alle Regioni, ma l’attuazione di un preciso principio costituzionale. Serve quindi una riflessione profonda, non solo in Veneto ma a livello statale, su questa grave e ormai non più giustificabile distanza tra quanto previsto dalla Costituzione e quanto effettivamente realizzato” conclude Lovat.



