Sono trascorsi 70 anni dalla tragedia di Marcinelle, un incendio scoppiato nella miniera di Bois du Cazier (Belgio) che causò la morte di 262 minatori, inclusi 136 immigrati italiani
Dopo 70 anni dalla tragedia di Marcinelle – un incendio scoppiato nella miniera di Bois du Cazier (Belgio) che causò la morte di 262 minatori, inclusi 136 immigrati italiani – il capogruppo del Partito democratico, Giovanni Manildo, il segretario generale di Cisl Veneto, Massimiliano Paglini e il vicepresidente e assessore al Lavoro, Lucas Pavanetto hanno espresso le proprie commemorazioni per quello che è stato definito come il più grave disastro minerario della storia europea contemporanea.
Il capogruppo del Pd Manildo: “Il lavoro non può mai significare morire”
“La tragedia di Marcinelle, 70 anni fa, ci lascia una lezione fondamentale e inderogabile: non può esistere alcun baratto tra sviluppo economico, dignità e vite umane. Nessuna esigenza produttiva o industriale può giustificare la compressione dei diritti di chi lavora. E impone una responsabilità nel presente: garantire sicurezza piena, contratti regolari e diritti a qualsiasi lavoratore, in qualsiasi settore e da qualsiasi latitudine provenga. La dignità della persona non ammette deroghe e il lavoro non può mai significare morire” dichiara il capogruppo del Partito democratico, Giovanni Manildo.

“In quella terribile sciagura – ricorda Manildo – persero la vita 262 lavoratori, di cui 136 italiani. Tra loro, cinque cittadini veneti: Dino Della Vecchia di Sedico, Giuseppe Polese di Cimadolmo, Mario Piccin di Codognè, Guerrino Casanova di Montebelluna, Giuseppe Corso di Montorio Veronese. Un pensiero commosso va alle vittime, alle loro famiglie e a tutte le comunità che portano ancora questa ferita”.
“Si tratta di una delle pagine più dolorose e scure della storia europea. L’accordo ‘uomo-carbone’, nato nel dopoguerra per alimentare la ricostruzione del Paese, – prosegue Manildo – si scontrò con la spietata realtà dello sfruttamento, dell’assenza di tutele e della totale mancanza di sicurezza a cui vennero sottoposti i nostri emigrati. La decisione di stabilire che l’8 agosto, anniversario della tragedia, sia ufficialmente la Giornata europea in memoria delle vittime degli incidenti sul lavoro e per la tutela della dignità dei lavoratori, è in questo senso di grande importanza.
“Un monito e un richiamo costante – conclude Manildo – a intervenire concretamente nella battaglia per la sicurezza nei luoghi di lavoro e contro ogni sfruttamento”.
Il segretario di Cisl Veneto Paglini: “Non possono calpestare diritti e dignità”
“Celebrare il 70° della tragedia di Marcinelle significa non solo ricordare la storia dell’emigrazione italiana, la storia di un paese che, uscito distrutto dalla guerra e dalla dittatura nazifascista, fu costretto a vedere centinaia di migliaia dei suoi figli andarsene per cercare speranza di vita e di futuro in altri paesi, obbligati ai lavori più umili per poter sopravvivere. Significa soprattutto ricordarci che sviluppo economico, progresso tecnologico e profitto non possono calpestare diritti e dignità dei lavoratori e la loro sicurezza sul lavoro, ancora oggi lontana dall’essere garantita pienamente” ribadisce Massimiliano Paglini, segretario generale di Cisl Veneto.
“Essere qui dove morirono 136 italiani, di cui 5 veneti – sottolinea Paglini – significa dire con chiarezza che la sicurezza e la dignità del lavoro e di ogni essere umano si praticano concretamente, a partire dal rispettare e dal far rispettare i diritti umani e universali” conclude il segretario di Cisl, il quale partecipa in questi giorni, insieme alla delegazione nazionale del sindacato, alle commemorazioni ufficiali alla miniera del Bois du Cazier, in Belgio, oggi patrimonio dell’umanità Unesco.
Il vicepresidente e assessore al Lavoro, Lucas Pavanetto: “Trasformare la memoria in un impegno concreto”
“L’istituzione della Giornata europea in memoria delle vittime degli incidenti sul lavoro rappresenta un passaggio di grande valore civile e istituzionale – sottolinea il vicepresidente e assessore al Lavoro Lucas Pavanetto – L’Europa sceglie di trasformare la memoria in un impegno concreto, perché ricordare chi ha perso la vita lavorando significa riaffermare un principio fondamentale: ogni persona deve poter svolgere il proprio lavoro nella certezza di tornare a casa dai propri cari. La tragedia di Marcinelle, che colpì profondamente anche numerose famiglie venete, ci ricorda quanto siano costati il lavoro e lo sviluppo del nostro Paese e quanto sia necessario continuare a investire sulla tutela delle persone. Quel sacrificio deve tradursi oggi in un impegno ancora più forte per la prevenzione, la formazione e la diffusione di un’autentica cultura della sicurezza”.
“Come Regione del Veneto riteniamo che la sicurezza non possa essere un semplice adempimento normativo o burocratico, ma debba essere un valore condiviso, parte integrante dell’organizzazione del lavoro e della responsabilità sociale delle imprese – aggiunge il vicepresidente – Servono controlli efficaci, formazione continua, accompagnamento alle aziende, contrasto al lavoro irregolare e una collaborazione sempre più forte tra istituzioni, lavoratori, imprese, parti sociali, enti di vigilanza e sistema scolastico. L’obiettivo delle morti zero sul lavoro non può rimanere uno slogan: deve diventare un traguardo concreto verso cui orientare politiche, risorse e comportamenti. Gli incidenti che ancora oggi interessano anche il nostro territorio ci ricordano che la sicurezza non è mai un risultato acquisito, ma un percorso che va costruito ogni giorno”.
“Accanto alla prevenzione e ai controlli – conclude Pavanetto – è fondamentale investire nella conoscenza e nella ricerca. In questa direzione si inserisce anche il sostegno della Regione a iniziative che coinvolgono il mondo universitario e i giovani, come il Premio ‘Miglior Tesi di Laurea Arsenale Welfare’, promosso da Veneto Welfare e INPS, con la partecipazione di INAIL. L’ingresso di INAIL tra i soggetti promotori amplia il focus del premio ai temi della salute, della sicurezza e del benessere nei luoghi di lavoro, promuovendo una visione integrata del welfare. La tutela della sicurezza non è infatti solo un obbligo, ma un investimento sul futuro delle imprese e della società: un fattore capace di generare valore sociale, economico e organizzativo, in linea con gli obiettivi dell’Agenda 2030 e con le politiche europee e nazionali in materia di lavoro e benessere.“



