Il segretario generale Uil Veneto interviene sul caso del muratore moldavo che ha perso la vita nel suo primo giorno di lavoro: “Un lavoratore fantasma travolto dallo sfruttamento”
Forte presa di posizione della Uil Veneto a seguito della drammatica vicenda avvenuta a Padova, dove un muratore di nazionalità moldava ha perso la vita – verosimilmente per un malore legato al caldo – durante il suo primo giorno di lavoro in Italia. La tragedia si è trasformata in un caso giudiziario a causa dell’ipotesi di omissione di soccorso e del tentativo di occultare l’accaduto per nascondere il rapporto di lavoro irregolare, con la salma dell’operaio spostata prima all’interno di un’abitazione e successivamente abbandonata in un parcheggio.
Sull’episodio è intervenuto il segretario generale della Uil Veneto, Roberto Toigo, denunciando le condizioni di illegalità e la totale mancanza di tutele in cui si consumano troppi incidenti nel settore edilizio. Per il sindacato non si tratta solo dell’ennesimo caso di morte sul lavoro, ma di un drammatico campanello d’allarme sulle sacche di caporalato e sfruttamento presenti nel territorio.
“Quando il lavoro sfocia nella cronaca nera significa che c’è qualcosa di profondo che non funziona”, ha dichiarato Roberto Toigo. “Ci troviamo di fronte a un lavoratore fantasma, arrivato in Veneto e subito avvolto dall’illegalità. Oltre ad allungare la lista dei caduti sul lavoro, qui si tocca il fondo sul piano del rispetto della vita e della dignità umana, ben oltre l’efficacia delle singole ordinanze sulle ore calde”.
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