Ad essere confusi non sono solo i cittadini, ma anche diversi comuni, ai quali non è arrivato nulla per poter emettere il documento cartaceo temporaneo
C’è ancora poca chiarezza e confusione da parte del Ministero per quanto riguarda la vicenda del documento di identità temporaneo, di tipo cartaceo, che i comuni dovrebbero emettere a chi vuole andare all’estero, in Europa, ma non dispone della carta di identità elettronica (Cie). Infatti, dal 3 agosto la carta d’identità cartacea non è più valida: bisogna possedere una Cie, secondo la normativa comunitaria entrata in vigore da mesi.
Il ministro degli interni, tuttavia, ha deciso di prolungarne la validità soltanto in alcuni casi nei rapporti con la pubblica amministrazione (i quali però non sono stati specificati) fino al 31 gennaio 2027, senza che questa proroga riguardi l’espatrio. Il 4 agosto, dopo l’entrata in vigore dell’obbligo di Cie per l’espatrio, il governo ha emesso un decreto che introduce un documento di identità provvisorio, cartaceo, valido per l’espatrio in area Schengen, e con una validità di sei mesi, che i comuni devono emettere ai cittadini che siano sprovvisti di Cie e che si devono recare all’estero.
Questo documento cartaceo deve essere emesso utilizzando l’apposito modello in carta filigranata e antifalsificazione fornito dal ministero stesso. C’è un problema però: ai Comuni non è arrivato nulla, e le Prefetture a cui gli uffici anagrafe si sono rivolte non sanno dire nemmeno quando saranno disponibili.
L’assessora Francesca Benciolini sottolinea: “Ancora una volta assistiamo a una gestione approssimativa e pasticciata del passaggio alla Carta di Identità Elettronica, una modalità che non solo non aiuta i cittadini, ma scarica sugli Uffici Anagrafe ulteriori compiti ai quali oltretutto non possono adempiere, perché non dispongono materialmente di questi “documenti di identità provvisori” sui quali applicare la foto e scrivere i dati del cittadino che li richiede. A Padova, grazie anche al grande lavoro che abbiamo svolto nei mesi scorsi, moltiplicando gli sportelli e comunicando a tutti i cittadini questa scadenza, non sono molte le vecchie carte di identità cartacee da sostituire. Il mio consiglio è di chiedere direttamente la CIE: abbiamo appuntamenti liberi anche in questi giorni e il documento è disponibile in una settimana. Per concludere, ho aderito volentieri al comunicato/appello di tanti miei colleghi che sono quanto me, sorpresi e sconcertati da una gestione della vicenda davvero imbarazzante”.

Il comunicato degli assessori ai servizi demografici dei comuni di Padova, Vicenza, Verona, Milano, Bologna, Torino, Genova, Sesto Fiorentino
Dopo un primo comunicato a inizio luglio, i vari comuni tramite gli assessori delegati tornano a far sentire la propria voce sul tema della sostituzione delle carte di identità cartacee. Il punto centrale della protesta è il nuovo documento temporaneo, che oggi viene definito da un decreto del governo.
“Il 26 giugno, dopo mesi in cui i territori sono stati inascoltati sul tema della rottamazione delle carte di identità, il Governo emanava un DL in cui, tra le altre cose, si parlava di un “documento di identità provvisorio”, senza meglio specificare le modalità di erogazione dello stesso. Questo nuovo documento sarebbe dovuto servire in sostituzione alla carta di identità cartacea in scadenza il 3 agosto per direttiva europea. Carta di identità che, però, veniva prorogata limitatamente ad alcune specifiche funzioni, legate soprattutto ai rapporti con la PA, sino al 31 gennaio 2027“.
“Ancora una volta il Governo si è dimostrato approssimativo nella gestione della rottamazione delle carte di identità cartacee, aggiungendo entropia ad una situazione già di per sé delicata, che ha significativamente provato gli Uffici anagrafici territoriali. Avendo contezza della concomitanza del periodo estivo, in cui cresce il numero dei viaggiatori che si recano all’estero, una misura così impattante come la sostituzione della CI andava pianificata per tempo, valutandone tutte le implicazioni, compresi i disagi provocati a coloro che subiscono un furto o smarriscono il documento di identità valido per l’espatrio. Anche il rimandare al 31/01/27 la validità del documento, unicamente per alcune funzioni, ha costituito una mossa tardiva e non risolutiva, che ha ulteriormente creato confusione, scaricando la responsabilità verso gli uffici delle anagrafi che costituiscono il vero punto di incontro con i cittadini e le cittadine. In tale stato di generale poca chiarezza, i comuni hanno continuato a suggerire ai cittadini e alle cittadine di dotarsi in ogni caso della Carta di Identità Elettronica, affrontando quindi un sovraccarico di lavoro nel periodo estivo, tradizionalmente di ferie anche per gli operatori delle anagrafi” concludono gli assessori delegati dei vari comuni.



