Il testo di legge è descritto da Mosco (Stefani Presidente) e da Lanzarin (Lega) come “un importante segnale di civiltà e una vera e propria sfida culturale”
È stato presentato ieri a Palazzo Ferro Fini (Venezia), dalla consigliera regionale Eleonora Mosco (Stefani Presidente), prima firmataria del provvedimento, insieme alla presidente della quinta commissione consiliare, Manuela Lanzarin (Lega-Lv), il progetto di legge regionale dal titolo “Disposizioni per la prevenzione, la diagnosi precoce e la presa in carico multidisciplinare dell’obesità nel Servizio sanitario regionale del Veneto”.
Il progetto di legge si inserisce all’interno del nuovo insieme delle regole nazionali con cui l’obesità è stata riconosciuta come malattia cronica di interesse sociale e inserita nei livelli essenziali di assistenza (Lea). Nonostante questo, il Veneto può appoggiarsi su un percorso già consolidato: la Regione ha infatti istituito la rete obesità e approvato, già nel 2017 e nel 2018, i percorsi diagnostico-terapeutici assistenziali (Pdta) dedicati rispettivamente al paziente adulto, al paziente pediatrico e alla donna in gravidanza con obesità, confermandosi il primo posto a livello nazionale.
Il progetto di legge prevede un finanziamento di 150 mila euro per il 2026, che salirà a 500 mila euro sia nel 2027 sia nel 2028, a sostegno delle attività di prevenzione, formazione e presa in carico.
Gli interventi di Mosco e di Lanzarin
Durante la presentazione del progetto, la consigliera Eleonora Mosco ha definito il testo “un importante segnale di civiltà e una vera e propria sfida culturale, volta a riconoscere pienamente l’obesità come patologia cronica e a rafforzare il sistema regionale di prevenzione, diagnosi, cura e assistenza attraverso un approccio strutturato e multidisciplinare – aggiungendo che – Nessuna terapia per l’obesità può essere realmente efficace senza il coinvolgimento di un’équipe multidisciplinare composta da medici, infermieri, dietisti, psicologi e dallo stesso paziente, chiamato ad assumere un ruolo attivo nel percorso di cura”.
La consigliera ha successivamente ricordato alcuni dati significativi: “In Veneto circa il 29% della popolazione adulta è in sovrappeso, mentre il 12% è affetto da obesità. Pur registrando indicatori migliori rispetto a molte altre regioni italiane, secondo i dati del sistema di sorveglianza PASSI. Mosco ha evidenziato come dietro ogni statistica vi siano persone che troppo spesso, fin dall’infanzia, hanno subito discriminazioni e fenomeni di bullismo per una condizione che oggi è riconosciuta a tutti gli effetti come una malattia”.

Entrando nello specifico del provvedimento, la consigliera ha illustrato alcuni degli articoli più significativi. “L’articolo 1 riconosce l’obesità come patologia cronica, invalidante e recidivante, caratterizzata da importanti conseguenze sanitarie, psicologiche, sociali ed economiche, recependo i principi della legge nazionale. L’articolo 4, istituisce il Tavolo regionale permanente per la prevenzione e la cura dell’obesità, quale organismo consultivo a supporto della Giunta regionale. L’articolo 6, promuove la formazione degli operatori sanitari, mentre l’articolo 8, individua nella scuola uno degli ambiti prioritari per la prevenzione primaria, attraverso programmi rivolti agli studenti e alle famiglie. L’articolo 10, infine, istituisce la Giornata regionale per la prevenzione dell’obesità, fissata il 4 marzo di ogni anno”.
Nel concludere il proprio intervento, Mosco ha voluto riconoscere il lavoro svolto negli anni dalla presidente della quinta commissione, Manuela Lanzarin, ricordando come il “Veneto non parta da zero grazie alle politiche sanitarie sviluppate nel corso dell’ultimo decennio”. “Questo progetto di legge – ha affermato Mosco – vuole trasmettere un messaggio chiaro: lo Stato ti vede, la Regione ti riconosce, la Regione ti è vicina. Anche da questo si misura il grado di civiltà di una comunità”.
La presidente della quinta commissione Sanità, Manuela Lanzarin, ha ringraziato Eleonora Mosco per il lavoro condiviso e ha ribadito come il Veneto disponga già di una rete assistenziale solida e strutturata, costruita proprio attraverso la rete obesità e i Pdta approvati negli anni scorsi.

“La vera sfida è la prevenzione”, ha evidenziato Lanzarin, ricordando come il sovrappeso e l’obesità rappresentino importanti fattori di rischio per numerose patologie croniche e incidano profondamente sulla qualità della vita delle persone. Da qui l’importanza di investire in campagne di sensibilizzazione rivolte agli studenti di ogni ordine e grado, alle famiglie, al personale scolastico e alle mense, promuovendo corretti stili di vita sin dall’infanzia.
Lanzarin ha infine sottolineato come “parlare di obesità non debba più rappresentare un tabù. Esistono percorsi di prevenzione, riabilitazione e cura che devono essere conosciuti e resi sempre più accessibili. In questo contesto, ha ricordato il ruolo dell’Azienda Ospedale-Università di Padova e dell’Azienda Ospedaliera Universitaria Integrata di Verona, due centri di eccellenza regionali inseriti in una rete clinico-assistenziale che il nuovo progetto di legge intende ulteriormente rafforzare e uniformare su tutto il territorio veneto, affinché ogni azienda sanitaria possa offrire standard omogenei di presa in carico dei pazienti”.



