La Regione consolida la rete di prevenzione e cura grazie alla proposta di “nuove unità mobili sul territorio e proroga del piano triennale fino al 2027″
La giunta regionale del Veneto ha approvato due interventi per rafforzare la prevenzione, velocizzare gli interventi e creare una rete di servizi vicina alle persone – in particolare quelle più fragili – nell’ambito del contrasto delle dipendenze patologiche, su proposta dell’assessore ai Servizi sociali Paola Roma.
La prima decisione definisce come devono essere svolti i programmi operativi delle aziende Ulss finanziati dal fondo nazionale con una somma 22,5 milioni di euro per il triennio 2025-2027. Le risorse saranno destinate a potenziare la rete territoriale dei servizi, con particolare attenzione alla realizzazione di nuove strutture mobili – le quali permetteranno di prevenire le situazioni a rischio -, all’acquisizione di strumenti e dotazioni necessari e al rafforzamento della collaborazione con gli enti privati che svolgono attività di interesse pubblico, anche attraverso nuovi accordi che si aggiungono e completano quelli già esistenti..
La seconda decisione ha permesso di prolungare fino al 31 dicembre 2027 il piano triennale per le dipendenze 2024-2026, permettendo così di garantire continuità ai progetti già avviati dalle aziende Ulss e dagli enti privati che svolgono attività di conto pubblico, senza modificare gli obiettivi strategici e le modalità di monitoraggio. Di conseguenza, viene così estesa al 2027 anche l’operatività dei progetti territoriali e delle iniziative regionali che interessano più aree in contemporanea, oltre che la sperimentazione del modello “Open Dialogue – Dialogo Aperto”, assicurando la piena realizzazione delle attività programmate e il loro raccordo con la programmazione sanitaria e sociosanitaria regionale.
Le dichiarazioni dell’assessora regionale Paola Roma
“Lavorare sulle dipendenze – sottolinea l’assessora regionale ai Servizi sociali, Paola Roma – significa anzitutto investire sulla prevenzione, perché ogni situazione intercettata in tempo rappresenta una persona, una famiglia e una comunità che hanno maggiori possibilità di evitare conseguenze ben più gravi. Le dipendenze oggi assumono forme sempre più complesse: riguardano non solo le sostanze, ma anche l’alcol, il gioco d’azzardo e le nuove dipendenze comportamentali. Per questo le istituzioni devono essere capaci di evolvere, portando i servizi dove le persone vivono, frequentano, studiano e lavorano, senza aspettare che siano loro a chiedere aiuto quando il problema è ormai esploso. Le nuove unità mobili rappresentano proprio questa capacità di avvicinare il sistema sanitario e sociale ai cittadini, intercettando precocemente il disagio e costruendo percorsi di accompagnamento personalizzati“.

“La prevenzione è il più grande investimento che possiamo fare – aggiunge – In questo percorso il ruolo delle Aziende ULSS, dei Ser.D, del privato sociale accreditato, del volontariato, delle famiglie, della scuola e di tutto il territorio è fondamentale. Solo attraverso una collaborazione stabile possiamo costruire un sistema realmente capace di prendersi cura delle persone nella loro interezza. L’obiettivo non è soltanto curare la dipendenza, ma prevenirla, ridurne l’impatto e offrire a ogni persona la possibilità concreta di ricostruire il proprio percorso di vita“.



