Il movimento politico critica la presunta superficialità del sollecito della linea ferroviaria inviato dal sindaco di Padova Giordani e dal presidente della camera di commercio Santocono a Salvini
Popolari per il Veneto si inserisce nel dibattito sull’Alta velocità a seguito della lettera che il sindaco di Padova, Sergio Giordani, e il presidente della camera di commercio, Antonio Santocono, hanno inviato nei giorni scorsi al vicepremier e ministro delle infrastrutture e dei trasporti Matteo Salvini..
L’obiettivo della lettera era quello di esortare la realizzazione della linea ferroviaria dell’alta velocità, includendo la possibilità di utilizzare i fondi residui del Pnrr – Piano nazionale di ripresa e resilienza -. Nonostante la dichiarata contentezza per la lettera scritta da Giordani e Santocono, Popolari per il Veneto si domanda se essa è stata scritta in maniera adeguata, ponendo dubbi sull’effettivo coinvolgimento del presidente del Veneto Alberto Stefani e facendo leva sulla presunta superficialità e impreparazione del contenuto stesso.
La lettera
“Apprendiamo con grande soddisfazione che Sindaco di Padova e Presidente della Camera di Commercio hanno scritto una lettera a Salvini, per sollecitare la realizzazione dell’alta velocità, magari usando i fondi residui del Pnrr. Sempre dalla stampa leggiamo che Giordani già in marzo era stato a Milano con la stessa motivazione. Evidentemente senza grandi risultati. Ci chiediamo allora: la lettera è stata inviata con adeguata preparazione politica, mettendo al corrente le forze di maggioranza e di opposizione? È stato coinvolto seriamente il Presidente della Regione? Condivide Stefani questa iniziativa o è solo stato informato? Senza, infatti, un largo consenso sia delle forze politiche ma anche delle forze sociali, culturali ed economiche nonché delle diverse istituzioni non si raggiungono risultati per obiettivi strategici di questa portata. Occorre un salto di qualità nella capacità di relazioni istituzionale che consentano a Padova e quindi al Veneto di realizzare obiettivi di sviluppo che guardano al futuro. Un’ opera di questa importanza non riguarda solo Padova e le sue istituzioni, ma l ‘intero sistema veneto che va adeguatamente coinvolto. La lettera dà l’impressione di una certa superficialità e di una buona dose di impreparazione, quasi ci si fosse svegliati da un lungo sonno e ci si trovasse a dover fare qualcosa per salvare la faccia. C’è infatti una crescente insofferenza fra le forze economiche e sociali ed una crescente aspettativa di fatti e non di nuove chiacchiere. Occorre rispondere con una strategia complessiva, in grado di coinvolgere tutti gli attori politici ed economici del Veneto. Diversamente la lettera arriverà a Roma e senza essere letta sarà inviata nel vasto archivio delle parole inutili. Saremo felici di essere smentiti, felici di peccare di pessimismo e di cinismo. Ma abbiamo la sensazione di trovarci di fronte ad una risposta dovuta e forzata al convegno organizzato un mese fa da un quotidiano locale. Qualcosa si doveva pur fare…o pur dire. Una strategia vincente è tutt’ altra cosa. È impegno quotidiano, è ricerca di alleanze politiche e soprattutto è crederci.“



