Nonostante l’avanzo contabile di 180 milioni, il consigliere Szumski denuncia una “perdita di efficacia, efficienza e capacità di risposta” nella sanità, ritardi nelle grandi opere e aggravi di spesa per Olimpiadi e Pedemontana
“Analizzando unicamente le cifre del rendiconto, potremmo quasi convincerci di essere di fronte alla certificazione di una sanità e di un bilancio in perfetta salute. I numeri dicono “avanzo di 180 milioni”, che al netto del consueto e ingiusto pizzo centralista diventano 160. Ma basta far calare il sipario sui dati contabili perché l’oro svanisca. Parliamo del settore che assorbe oltre il 75% del nostro bilancio: la sanità. Da medico prima ancora che da consigliere, posso testimoniarlo in prima persona: la perdita di efficacia, efficienza e capacità di risposta ai bisogni dei veneti è vertiginosa. C’è un deterioramento costante, causato sia da dinamiche nazionali, sia da precisi errori di programmazione regionale come la gestione dei corsi per i Medici di Medicina Generale, solo recentemente e tardivamente rattoppati con le nuove borse di studio.”
Il gruppo Resistere Veneto, con il consigliere regionale Riccardo Szumski, ha annunciato il voto contrario al rendiconto 2025 e ha rivolto durissime critiche all’amministrazione Zaia che lo ha prodotto, contestando l’efficacia delle scelte politiche e la reale sostenibilità della gestione finanziaria.

Szumski denuncia inoltre problematiche nel settore sociale e nelle Rsa, oltre a problemi ambientali non affrontati con decisione. “La stessa crisi in gravoso aumento la ritroviamo nel sociale, nella gestione delle Rsa e nelle liste per le impegnative di cura. Per non parlare dell’ambiente: il consumo di suolo e l’inquinamento da Pfas, con tutti gli interrogativi sanitari connessi, continuano a non trovare risposte concrete.”
Sotto accusa finiscono anche le opere e i cantieri infrastrutturali. Secondo il consigliere, le opere storiche come la statale 14 romea, la statale del santo e il completamento della Sr 10 sono “ancora ferme al palo“, mentre restano sul tavolo i rischi economici legati all’organizzazione dei Giochi Olimpici. “Nel frattempo, continuiamo a pagare i costi incerti delle Olimpiadi, dove a fronte delle stime iper-gonfiate di 5 miliardi di benefici mai visti nel territorio, ci troviamo oggi con la minaccia di un debito miliardario ipotizzato dalla Corte dei Conti e con le conseguenze dell’overtourism su una rete viaria inadeguata nonostante alcuni interventi siano in corso d’opera e altri ipotizzati”.
Infine, Szumski punta il dito sulla gestione della Pedemontana Veneta: «E infine c’è il bubbone della Pedemontana Veneta. Non ne mettiamo in discussione l’utilità dell’opera, ma l’evidenza dei costi: la sovrastima del traffico rispetto al contratto stipulato comporta per quest’anno un aumento di ulteriori 8 milioni rispetto ai 52 già preventivati.”



