Il report di Veneto Lavoro: nel 2025 convalidate 8.500 dimissioni dei neogenitori, il 60% riguarda le madri. Pavanetto: “Il rientro è possibile, ma non può essere lasciato alla sola capacità di adattamento delle lavoratrici”
Lasciare il lavoro dopo la nascita di un figlio non significa necessariamente uscire in modo definitivo dal mercato occupazionale. È quanto emerge dal nuovo report dell’Osservatorio regionale Mercato del Lavoro di Veneto Lavoro, dedicato alle dimissioni delle lavoratrici madri nel periodo protetto, cioè entro i primi tre anni di vita del bambino.
Lo studio evidenzia che una quota significativa di donne torna a lavorare nei mesi o negli anni successivi alle dimissioni. Tuttavia, le possibilità di reinserimento dipendono da diversi fattori, tra cui l’età, il settore lavorativo, il tipo di orario, la disponibilità di servizi e le opportunità di conciliare lavoro e cura della famiglia.
Nel 2025, in Veneto, sono state 8.500 le convalide delle dimissioni consensuali presentate dai neogenitori durante il periodo protetto, pari al 14% del totale nazionale. Nel 60% dei casi si è trattato di lavoratrici madri.
Commentando i dati, il vicepresidente della Regione e assessore al Lavoro, Lucas Pavanetto, sottolinea la necessità di rafforzare il sostegno alle famiglie e all’occupazione femminile. “I dati ci dicono che il rientro al lavoro dopo le dimissioni in periodo protetto è possibile, ma non può essere lasciato alla sola capacità di adattamento delle lavoratrici e delle loro famiglie. È necessario costruire un contesto favorevole, nel quale imprese, istituzioni e territorio condividano la responsabilità di sostenere la genitorialità e di favorire la permanenza delle donne nel mercato del lavoro”.
Tra gli strumenti messi in campo dalla Regione c’è il bando WELL-FARE, pensato per promuovere un modello di welfare che coinvolga non solo le imprese, ma anche enti pubblici e associazioni del territorio. “L’obiettivo è costruire una cultura diffusa del welfare – prosegue Pavanetto –, nella quale le politiche aziendali si integrino con i servizi e le opportunità offerte dal territorio, rendendo più efficace il sostegno alle famiglie e alle persone”.
L’assessore richiama anche le altre misure regionali dedicate all’occupazione femminile. “Accanto a questi strumenti – sottolinea il Vicepresidente –, la Regione continua a investire in misure che favoriscono l’occupazione femminile, sostenendo l’inserimento e il reinserimento lavorativo delle donne. L’obiettivo è rimuovere gli ostacoli che ancora limitano la piena partecipazione delle donne al mercato del lavoro e creare condizioni favorevoli per un’occupazione stabile, qualificata e di qualità. Con il Registro delle Imprese Virtuose del Veneto valorizziamo le aziende impegnate concretamente nella promozione della parità di genere, della conciliazione tra vita e lavoro e del benessere organizzativo. Diffondere buone pratiche significa creare un modello positivo, capace di generare valore non solo per i lavoratori e le lavoratrici, ma per l’intero sistema economico regionale. Si tratta di un’iniziativa che si inserisce nel solco delle più recenti politiche nazionali, quali la certificazione parità di genere e la recente certificazione conciliazione vita lavoro. L’ingresso stabile dei giovani e delle donne nel mercato del lavoro è decisivo per affrontare le sfide dei prossimi anni.”



