L’indagine di Confesercenti: scarpe, t-shirt e abiti in cima alla lista della spesa. Ma oltre un consumatore su tre ha già comprato con gli sconti prima dell’avvio ufficiale
Prendono il via da domani i saldi estivi e, nonostante promozioni e sconti siano ormai presenti durante tutto l’anno, restano un appuntamento molto atteso dai consumatori. Secondo un’indagine dell’Osservatorio economico di Confesercenti del Veneto Centrale, l’88% dei padovani prevede di approfittare delle vendite di fine stagione, con una spesa media stimata di 190 euro a persona.
Per i commercianti del settore moda i saldi rappresentano ancora un momento importante dell’anno, anche se il loro peso si è progressivamente ridotto a causa del moltiplicarsi di promozioni e presaldi, che hanno reso sempre meno chiara la distinzione tra offerte ordinarie e vendite di fine stagione.
“I saldi restano attesi dai consumatori, anche se il susseguirsi di campagne promozionali lungo tutto l’anno ne sta progressivamente diluendo il richiamo. Resta poi il nodo del calendario: dovrebbero chiudere la stagione, e invece si aprono quando è appena cominciata, con i presaldi che anticipano ulteriormente l’appuntamento – commenta Nicoletta Allibardi, presidente di Fismo Confesercenti del Veneto Centrale -. In questo modo l’evento finisce per perdere il proprio senso e di fatto impedisce di vendere le collezioni estive e invernali a prezzo pieno”.
L’indagine evidenzia come più di un consumatore su tre abbia già iniziato gli acquisti in sconto. Il 36% degli intervistati, infatti, dichiara di aver approfittato delle promozioni prima dell’avvio ufficiale dei saldi, favorito dalle numerose offerte proposte sia dai negozi sia dalle piattaforme online nelle settimane precedenti. Una pratica che, secondo Confesercenti, penalizza soprattutto i negozi di vicinato che rispettano il calendario fissato dalla normativa.
Per quanto riguarda gli acquisti, le scarpe sono l’articolo più ricercato, indicate dal 52% degli intervistati. Seguono t-shirt e top (49%), maglieria estiva (39%), abiti (36%) e pantaloni o gonne (36%).
Le preferenze cambiano in base al genere. Gli uomini mostrano un maggiore interesse per l’abbigliamento sportivo, scelto dal 34% contro il 19% delle donne. Le consumatrici, invece, puntano soprattutto su abiti e vestiti (47% contro il 24% degli uomini) e sugli accessori, come le borse, indicate dal 18% delle intervistate contro il 4% degli uomini. Nel complesso, i saldi vengono utilizzati soprattutto per rinnovare il guardaroba con capi di uso quotidiano.
Intanto Fismo Confesercenti ha avviato una petizione alla Camera dei Deputati per chiedere di posticipare l’inizio dei saldi. L’iniziativa ha già raccolto oltre 3.000 firme tra gli imprenditori del settore.
“Chiediamo regole nazionali semplici e uguali per tutti, capaci di restituire un equilibrio concorrenziale reale tra negozi fisici e online”, sottolinea Allibardi.
“Nel mercato della moda l’equilibrio si è rotto – aggiunge la presidente -. I saldi dovrebbero essere di fine stagione, ma oggi partono quando la stagione è appena iniziata. La nostra professionalità merita rispetto, così come meritano rispetto i consumatori che hanno diritto a un mercato trasparente. Spostare la data significa, prima di tutto, ridare qualità al lavoro”.
La campagna promossa da Fismo Confesercenti coinvolge tutte le sedi territoriali dell’associazione e punta ad ampliare la raccolta di adesioni, con l’obiettivo di rilanciare il ruolo del commercio di vicinato e delle imprese indipendenti.



