Sambo, Del Bianco, Trevisi e Luisetto (Pd): “Garantire le borse di studio significa rendere effettivo un diritto e investire nel futuro del Paese“
“Dall’audizione dedicata alle borse di studio in Veneto emerge un quadro allarmante: per garantire la copertura agli aventi diritto mancano all’appello almeno 14 milioni di euro, di cui 10 milioni legati a risorse del Pnrr”. Lo hanno affermato i consiglieri regionali del Partito Democratico Monica Sambo, vicepresidente della commissione istruzione di palazzo Ferro Fini, Alessandro Del Bianco, Giampaolo Trevisi e Chiara Luisetto, componenti della stessa commissione.
I consiglieri hanno in seguito spiegato: “Sappiamo da anni che i fondi Pnrr sarebbero terminati, ma, nonostante ciò, il Governo tace riguardo a come sostituirà queste risorse, che si sono rivelate fondamentali per garantire un diritto costituzionalmente garantito. Chiediamo fin da subito che la Regione investa le risorse necessarie per dare piena copertura, così da tutelare il diritto allo studio anche nel caso in cui i finanziamenti ministeriali non dovessero arrivare”.
“Nel corso della seduta – hanno proseguito i dem – è inoltre emerso dagli studenti che si sta chiedendo alle università una compartecipazione maggiore al finanziamento delle borse di studio, mettendo in difficoltà quelle più piccole. L’audizione ha inoltre evidenziato che ci sono ancora studenti in attesa dell’erogazione delle borse relative al 2024, per un importo complessivo di circa 10 milioni di euro ancora da liquidare. Una situazione inaccettabile che sta mettendo in difficoltà tantissime studentesse e tantissimi studenti”.
“Il diritto allo studio – hanno concluso Sambo, Del Bianco, Trevisi e Luisetto – non può dipendere dall’incertezza delle coperture finanziarie o dai ritardi amministrativi. Garantire le borse di studio significa rendere effettivo un diritto e investire nel futuro del Paese. Oltre a un impegno economico diretto, chiediamo alla Regione di aprire un confronto con il Governo affinché vengano stanziate le risorse in modo stabile e adeguato. Nessuno deve essere costretto a rinunciare all’università per ragioni economiche”.



