Donadel (presidente della Provincia di Treviso): “Insieme ai Comuni per raggiungere più cittadini possibili“
La Provincia di Treviso ha di recente rilanciato una campagna informativa sul divieto di balneazione nelle acque del fiume Piave e sui motivi di questa proibizione; questo rilancio è avvenuto a seguito di una serie di morti ed emergenze avvenute nell’ultimo periodo, proprio a causa dell’infrangimento dei divieti già accennati.
“Ci uniamo al cordoglio di tutta la comunità di San Biagio di Callalta per la tragedia che ha visto la morte di un giovane 30enne nelle acque del Piave, una seconda tragedia che ha colpito il territorio della Provincia di Treviso nel giro di poche settimane” ha ricordato Marco Donadel, presidente della Provincia di Treviso.
Donadel ha poi proseguito: “Il caldo intenso di questo mese e l’arrivo della bella stagione invogliano i cittadini a trovare refrigerio lungo l’area fluviale del Piave: una pratica che purtroppo non è consentita, visto il divieto di balneazione già in vigore“.
“Fare il bagno nel fiume è vietato – ha ricordato il presidente – perché, per sua conformazione naturale, l’ambiente fluviale presenta dei grandi pericoli: rischi che la Provincia di Treviso ha messo in evidenza con una campagna dedicata sia social che cartacea, che riepiloga propri i motivi per cui entrare nelle acque del Piave è vietato; la campagna era stata condivisa con tutti i Comuni già l’anno scorso, in italiano e in inglese, affinché venisse compresa da tutti i cittadini, anche a chi è qui nel territorio da poco tempo“.
Donadel ha in seguito elencato una serie di pericoli relativi al fiume: in primis le correnti inaspettate e l’effetto risucchio, ma anche la profondità spesso sconosciuta del fondale o la presenza di sifoni e ostacoli sommersi; da tenere presente, inoltre, come eventuali basse temperature dell’acqua possano causare ipotermia; senza contare massi instabili e scivolosi, rifiuti e impedimenti presenti sul fondo, sabbie mobili e, non da ultimo, gli aspetti legati alla qualità delle acque.
“Web e social sono una strategia efficace per raggiungere i cittadini, più di un semplice foglio cartaceo”
“Abbiamo rilanciato la campagna sui social e sui canali della Provincia di Treviso: solo negli ultimi due giorni il reel informativo sul divieto di balneazione ha raggiunto 20mila visualizzazioni, sicuramente vista anche l’accentuata sensibilizzazione della comunità al tema per la tragedia avvenuta a Fagaré; naturalmente, l’invito che rivolgiamo ai Comuni è quello di ripubblicare e condividere il kit informativo con tutti i materiali grafici e video che avevamo messo a disposizione l’anno scorso – ha reiterato il presidente – è un’azione semplice ma significativa, che crediamo possa davvero contribuire ad aumentare ancora di più la capillarità dell’informazione: ho visto che molti Comuni che già l’anno scorso avevano diffuso la campagna della Provincia stanno già ripubblicando i contenuti sui propri canali, ottenendo riscontro dai cittadini che condividono a loro volta la campagna“.
“Potrebbe sembrare un’azione banale, ma non lo è affatto: oggi lo strumento che tutti abbiamo sempre con noi è proprio il cellulare: il web e i social sono una cassa di risonanza potente e, facendo squadra spiegando, in modo semplice e multilingua, che il fiume non è il mare e che le attività di balneazione sono vietate perché ci sono rischi seri per la vita credo sia davvero una strategia efficace per raggiungere i cittadini più di un semplice foglio cartaceo che potrebbe finire gettato via” ha evidenziato il presidente Donadel, per poi concludere: “Su questi temi è indispensabile una collaborazione costante tra istituzioni, enti locali e comunità, nella consapevolezza che la tutela della sicurezza delle persone rappresenta una priorità assoluta per tutti“.



