Presentata la prima indagine regionale sulla cultura previdenziale: il Veneto è secondo in Italia per adesioni alla previdenza complementare, ma restano lacune informative. Stanziati 2,6 milioni per Veneto Welfare
In Veneto cresce l’adesione alla previdenza complementare, ma la conoscenza dei fondi pensione resta ancora limitata per una parte significativa dei cittadini. È quanto emerge dal primo sondaggio regionale sulla cultura previdenziale, presentato a Palazzo Grandi Stazioni durante il convegno “Conoscere la previdenza, costruire il futuro”, promosso da Veneto Welfare e Veneto Lavoro insieme al Laboratorio Impresa e Lavoro 4.0 della Venice School of Management dell’Università Ca’ Foscari.
L’indagine
L’indagine, realizzata su un campione rappresentativo di 2.200 veneti tra i 18 e i 60 anni, evidenzia un quadro a due velocità. Oltre il 92% degli intervistati dimostra una conoscenza medio-alta del sistema pensionistico pubblico, mentre sulla previdenza complementare il livello di preparazione è più basso: il 16,7% si colloca nella fascia di conoscenza ridotta, contro il 7,3% registrato per il sistema pensionistico pubblico. Poco meno di un terzo degli intervistati (30,7%) mostra invece un livello elevato di conoscenza dei fondi pensione.
Lo studio mette inoltre in luce una discrepanza tra conoscenze reali e percepite. Il 58% di chi possiede competenze elevate ritiene infatti di essere poco informato, mentre chi conosce meno l’argomento tende spesso a sopravvalutare la propria preparazione. Le donne risultano le più inclini a sottostimare le proprie competenze previdenziali.
Dall’indagine emerge anche un legame diretto tra informazione e scelte concrete. Il 62% di chi conosce bene la previdenza complementare aderisce o ha aderito a un fondo pensione, mentre oltre la metà di chi ha una preparazione più limitata non ha mai preso in considerazione questa possibilità. Cresce inoltre, tra i cittadini più informati, l’attenzione verso una pianificazione previdenziale di lungo periodo.
Il sondaggio registra anche una forte richiesta di informazione pubblica: il 72,7% degli intervistati ritiene utile che la Regione, attraverso Veneto Welfare, continui a promuovere iniziative dedicate alla previdenza. Tra le attività considerate più efficaci figurano l’educazione finanziaria nelle scuole (39,9%), gli incontri informativi nei luoghi di lavoro (38,3%) e contenuti digitali semplici e facilmente accessibili (26,1%).
I dati confermano anche il buon posizionamento del Veneto a livello nazionale. Secondo la relazione Covip 2025, il tasso di adesione alla previdenza complementare nella regione raggiunge il 50,4%, oltre dieci punti sopra la media italiana del 39,9%, collocando il Veneto al secondo posto dopo il Trentino-Alto Adige.
Il Veneto rafforza la previdenza complementare
Nel corso del convegno il vicepresidente della Regione Veneto e assessore al Lavoro, Lucas Pavanetto, ha annunciato anche un rafforzamento del sostegno a Veneto Welfare. La Regione ha infatti previsto uno stanziamento complessivo di 2,6 milioni di euro: 600 mila euro per il 2026 e altri 2 milioni distribuiti tra il 2027 e il 2028 per ampliare le attività di promozione del welfare integrativo, della previdenza complementare e dell’educazione finanziaria.
“La conoscenza previdenziale è un fattore decisivo per aiutare i cittadini a compiere scelte consapevoli per il proprio futuro – spiega Pavanetto -. Il Veneto si distingue già per l’elevata adesione alla previdenza complementare, ma l’indagine presentata oggi da Veneto Welfare evidenzia quanto sia importante continuare a investire in informazione ed educazione previdenziale. In questa direzione si inserisce anche il progetto rivolto alle scuole “Previdentemente – Proteggi i tuoi sogni”, che recentemente ha ottenuto il bollino di qualità del Comitato Edufin proprio per il valore del percorso formativo rivolto alle giovani generazioni e per il contributo alla diffusione della cultura finanziaria e previdenziale. Come Regione, attraverso Veneto Welfare, continueremo a promuovere percorsi che rafforzino la consapevolezza e la sicurezza delle persone lungo tutto il percorso lavorativo”.
“In questi anni – ha aggiunto Pavanetto -, Veneto Welfare ha saputo svolgere un ruolo importante di raccordo tra istituzioni, parti sociali e cittadini, promuovendo una cultura del welfare integrativo e della previdenza complementare attraverso attività di informazione, sensibilizzazione e approfondimento. A conferma di questo ruolo strategico, la Regione del Veneto ha scelto di rafforzare ulteriormente il proprio impegno a sostegno di Veneto Welfare, stanziando 2 milioni di euro divisi per l’anno 2027 e 2028, 600 mila euro per l’anno in corso. Si tratta di un investimento significativo che consentirà, tra le varie azioni, di consolidare e ampliare le attività di promozione del welfare integrativo, della previdenza complementare e dell’educazione finanziaria, sostenendo iniziative rivolte a cittadini, lavoratori, imprese e giovani generazioni”.



