Approvato il riparto dei fondi per il 2026: serviranno a coprire le spese correnti e a garantire i servizi nei territori montani del Veneto.
La Giunta regionale del Veneto ha approvato il riparto dei contributi destinati alle Unioni montane e alle Province di Verona e Vicenza per finanziare le spese correnti dell’esercizio 2026. Lo stanziamento complessivo ammonta a 1,7 milioni di euro e punta a garantire la continuità dei servizi e delle funzioni svolte nei territori montani.
Le risorse saranno assegnate alle Unioni montane del Veneto e alle due Province per gli ambiti interessati dalla cessazione dei precedenti enti montani. “L’obiettivo del provvedimento è garantire continuità operativa agli enti che svolgono funzioni e servizi fondamentali per i territori montani e per i Comuni che ne fanno parte – dichiara l’assessore regionale agli Enti locali, Marco Zecchinato –. Le Unioni montane rappresentano un presidio amministrativo essenziale, soprattutto nelle aree caratterizzate da maggiore complessità territoriale e da bassa densità abitativa. Con questo riparto assicuriamo risorse certe per sostenere l’esercizio delle funzioni associate e dei servizi resi alle comunità locali“.

La distribuzione dei contributi segue i criteri stabiliti dalla legge regionale 40 del 2012. Il riparto tiene conto, con lo stesso peso, di quattro parametri: il numero di funzioni e servizi gestiti per conto dei Comuni, l’altitudine media del territorio, la popolazione residente nelle aree montane e l’estensione della superficie montana. I criteri sono stati confermati anche con il parere favorevole del Consiglio delle Autonomie montane.
“Abbiamo mantenuto un sistema di riparto basato su criteri oggettivi e trasparenti, che valorizza sia l’attività amministrativa svolta dagli enti sia le caratteristiche territoriali e demografiche delle diverse aree montane – prosegue Zecchinato –. Si tratta di un metodo consolidato che consente una distribuzione equilibrata delle risorse e riconosce il ruolo delle Unioni montane nel garantire servizi ai cittadini”.
L’intervento rientra nelle misure regionali a sostegno delle aree montane, con l’obiettivo di assicurare ai Comuni gli strumenti necessari per continuare a gestire in forma associata numerosi servizi essenziali. “Il sostegno regionale alle Unioni montane non è soltanto un trasferimento finanziario, ma un investimento nella capacità amministrativa dei territori montani – conclude l’assessore –. Garantire il funzionamento di questi enti significa mettere i Comuni nelle condizioni di gestire servizi e funzioni in forma associata, con benefici concreti per le comunità locali”.



