Il movente dell’omicidio sarebbe una questione di eredità familiare; indagini ancora in corso a San Stino
Ancora in corso le ricerche del corpo di Chiara Guerra, l’insegnante 53enne uccisa a San Stino di Livenza giovedì scorso.
L’omicidio sarebbe avvenuto per mano del nipote 17enne: lui stesso avrebbe confessato l’accaduto, affermando di aver compiuto il delitto nella legnaia di casa per poi trasportare il cadavere a bordo di una carriola (coperta da un telo), attraversare il centro del paese senza che nessuno sospettasse di nulla e gettarlo nel canale Malgher (per questo motivo, le operazioni di ricerca si stanno concentrando nelle vicinanze di tale corso d’acqua).
A far scoprire l’accaduto è stata la denuncia di un’amica della vittima, preoccupata perché non riusciva a contattare la 53enne da oltre due giorni. I carabinieri, allertati dalla donna, hanno rinvenuto delle tracce di sangue nella legnaia già nominata, circoscrivendo i sospetti, in seguito agli accertamenti del caso, sul nipote dell’insegnante; dopo un lungo interrogatorio, il 17enne avrebbe confermato l’ipotesi, confessando di essere l’omicida.
Secondo la procura di Pordenone (che sta indagando in merito al delitto) sembra esistessero dei dissidi tra il nucleo familiare della vittima e quello del fratello, legati a un eredità sulla quale sembra che anche il 17enne accampasse pretese; fatto che, se verificato, potrebbe costituire un possibile movente dell’omicidio.


