Una 74enne veneziana riceve una richiesta di pagamento da oltre 400 euro per utenze mai attivate. L’intervento di Adico porta all’annullamento dei contratti e della bolletta
Si è ritrovata intestataria di quattro contratti per l’energia elettrica, ma soltanto uno riguardava realmente la sua abitazione. Gli altri erano associati a immobili sparsi tra Veneto ed Emilia-Romagna che non aveva mai visto né posseduto. Protagonista della vicenda è una pensionata veneziana di 74 anni, che si è vista recapitare una richiesta di pagamento da oltre 400 euro per consumi riconducibili anche a un’abitazione situata a Lonigo, in provincia di Vicenza.
L’incredibile storia, risolta grazie all’intervento dell’Adico, è iniziata il 18 aprile quando la donna, cliente di Eni Plenitude, ha ricevuto una fattura da parte di Enel Energia per circa 410 euro. La pensionata non aveva mai richiesto alcun cambio di fornitura e non ricordava di aver ricevuto telefonate o comunicazioni sospette.
Analizzando la bolletta, la sorpresa: oltre ai consumi della sua abitazione di Favaro Veneto, erano conteggiati anche quelli di una casa a Lonigo, comune che la donna ha dichiarato di non conoscere nemmeno.
La situazione si è fatta ancora più paradossale quando la 74enne si è recata presso una filiale Enel Energia di Mestre per chiedere chiarimenti. In quell’occasione ha scoperto che risultavano attivi a suo nome altri due contratti, relativi ad abitazioni situate a Stra e addirittura a Piacenza. Immobili con cui non aveva alcun legame.
A quel punto la pensionata ha presentato denuncia ai Carabinieri di Favaro e si è rivolta all’Adico per ottenere l’annullamento della richiesta di pagamento e dei contratti sottoscritti a sua insaputa.
L’associazione dei consumatori ha contestato formalmente sia il cambio di fornitura sia i contratti. In una prima fase, però, la risposta della società è stata negativa. Secondo quanto riferito all’associazione, i contratti risultavano regolarmente attivati e la cliente avrebbe potuto eventualmente esercitare il diritto di recesso. Inoltre sarebbero esistite registrazioni telefoniche a conferma del contatto tra la pensionata e il venditore.
La vicenda ha preso una piega diversa quando Adico ha ottenuto copia della documentazione. Dai contratti emergevano infatti un indirizzo email e un numero di telefono completamente diversi da quelli della donna. Un elemento che ha portato l’associazione a contestare nuovamente la validità delle attivazioni.
Pochi giorni dopo è arrivata la svolta: i contratti sono stati annullati e la bolletta da oltre 400 euro cancellata.
“Il cambio di fornitura non richiesto – commenta Carlo Garofolini, presidente di Adico – è purtroppo all’ordine del giorno e rappresenta di sicuro oggi il raggiro più diffuso e frequente nel settore luce e gas. La vicenda in questione è solo la punta dell’iceberg di una modalità commerciale truffaldina che meriterebbe interventi molto più decisi sia da parte di Arera sia da parte delle compagnie che appaltano a società esterne la vendita dei contratti anche perché situazioni come questa minano alla base l’onorabilità dell’azienda a cui viene contestato il cambio di fornitura a insaputa dell’utente. Ci vogliono norme e controlli più severi perchè, ripetiamo, questi imbrogli sono purtroppo quotidiani e in costante aumento“.
Secondo l’associazione dei consumatori, i cambi di fornitura non richiesti continuano infatti a rappresentare una delle principali criticità nel mercato dell’energia, con segnalazioni sempre più frequenti da parte degli utenti.



