La consigliera regionale Monica Sambo critica la decisione di Beatrice Venezi di impugnare il recesso da La Fenice, avvertendo del rischio di nuove tensioni e danni d’immagine per il teatro e per Venezia.
“La scelta di Beatrice Venezi di impugnare la risoluzione del rapporto con la Fondazione Teatro La Fenice rischia di riaprire una vicenda che ha già arrecato tensioni e danni all’immagine del teatro e della città di Venezia”. A dichiararlo è Monica Sambo, consigliera regionale del Partito Democratico e vicepresidente della Commissione cultura del Consiglio veneto.

Sambo ricorda come all’origine della rottura vi fossero “dichiarazioni pubbliche particolarmente pesanti nei confronti dei lavoratori e delle maestranze de La Fenice”, parole che – sottolinea – “misero in discussione professionalità, merito e criteri di selezione di donne e uomini che ogni giorno contribuiscono al prestigio internazionale del teatro”.
Secondo la consigliera dem, quelle affermazioni suscitarono “profonda indignazione all’interno della Fondazione” e rappresentarono il presupposto della successiva decisione dei vertici di interrompere la collaborazione. “È singolare – aggiunge – che oggi si tenti di rappresentare la vicenda prescindendo da quanto accaduto e dall’impatto che quelle dichiarazioni hanno avuto sui lavoratori e sull’istituzione”.
Per Sambo, continuare ad alimentare lo scontro pubblico “rischia di produrre un ulteriore danno reputazionale a La Fenice e alla città di Venezia, che meritano invece di essere valorizzate per la loro eccellenza culturale e artistica”.
La consigliera conclude esprimendo solidarietà “ai lavoratori, ai musicisti, ai tecnici e a tutte le maestranze che hanno visto messa in discussione la propria professionalità e che ogni giorno contribuiscono a fare de La Fenice uno dei più importanti teatri d’opera del mondo”.



