Si è svolto stamattina l’audizione sul tema autonomia del presidente del Veneto Stefani, in occasione di un Audizione congiunta di Senato e Camera
La sfida dell’autonomia è “una sfida di responsabilità, di efficienza e trasparenza per i nostri territori“. Lo ha affermato stamattina il presidente della Regione del Veneto Alberto Stefani, nel corso dell’Audizione in commissioni Affari costituzionali congiunte Senato-Camera sugli schemi di pre-intese in materia di Autonomia.
Stefani ha in seguito precisato: “Non chiediamo un euro a nessuno, chiediamo solo di poterci assumere delle responsabilità. Nel pieno solco della Costituzione, il fatto che la Regione del Veneto possa avere maggiori forme di autonomia rispetto ad alcune materie è una scelta fondamentale e una conquista importante nella direzione di efficientare la macchina amministrativa e valorizzare le potenzialità di alcuni territori senza nuocere ad altri“.
“Credo sia giusto che una Regione che vuole assumersi una responsabilità importante lo possa fare. Chiediamo di poter rispondere al nostro territorio in prima persona” ha proseguito il presidente. Sulla materia della Protezione civile, Stefani ha invece evidenziato: “Credo non ci sia figura più vicina al territorio come il presidente di Regione per poter comprendere le esigenze del territorio“.
Per quanto riguarda la previdenza complementare Stefani ha poi aggiunto: “La Regione conosce le specificità del territorio, sa come promuovere e spiegare eventuali fondi complementari ed eventualmente formulare convenzioni con associazioni di categoria. La Regione Veneto sta lavorando con ‘Veneto Welfare’ nella direzione di una promozione del welfare integrativo e una gestione regionale può portare maggiore efficienza rispetto a una gestione statale“.
Stefani: “Autonomia è responsabilità”
Il presidente del Veneto non ha inoltre mancato di replicare all’opposizione: “Realizzare privilegi differenziati, approvare leggi che non saranno mai più uguali per tutti e alzare gli stipendi della sanità. Queste sarebbero, testualmente, le nostre intenzioni, secondo alcuni parlamentari di opposizione che mi hanno attaccato in aula“.
“A loro ho risposto che farò di tutto per difendere i cittadini della mia regione e ottenere le migliori condizioni per sostenere la sanità, rendere più attrattivo il nostro territorio, intervenire con prontezza in caso di eventi avversi o catastrofi naturali. Autonomia in fondo è questo: responsabilità – ha spiegato Stefani – i veneti conoscono bene l’importanza e il significato anche etimologico di questa parola. Responsabilità vuol dire rispondere di quello che si fa. Noi siamo abituati a farlo e vogliamo dimostrarlo ancora una volta a tutto il paese. E se una regione, risparmiando, può aumentare stipendi e valorizzare la previdenza del personale della sanità è giusto che lo faccia”.
“Se vogliamo garantire un paese più moderno, efficiente, responsabile e trasparente, le Regioni che vogliono delle responsabilità in più devono poterlo fare – ha ribadito il presidente – non credo che dire che questa riforma spacca l’Italia sia una soluzione, credo piuttosto sia vero il contrario. Penso sia un principio di buonsenso che tutto il Paese dovrebbe assumere“.
Stefani ha infine concluso: “Credo che anche le Regioni che oggi non chiedono l’autonomia differenziata saranno poi le prime ad agganciarsi in questo percorso. Ritengo che l’autonomia sia l’unico modello che possa permettere al nostro territorio di fare le scelte migliori“.



