La designazione di Cortina d’Ampezzo come “bandiera nera” della sostenibilità riaccende il confronto sulle opere legate ai Giochi Olimpici
A definire Cortina d’Ampezzo “bandiera nera” della sostenibilità è il giudizio di Legambiente, che riguarda gli interventi infrastrutturali considerati critici sul piano ambientale, con particolare riferimento ai progetti collegati ai Giochi invernali.
La località ampezzana risulta l’unica area montana del Veneto inserita tra le realtà “bocciate” dall’associazione ambientalista. Il riconoscimento negativo si inserisce in un contesto di valutazioni periodiche sulle politiche ambientali e sulla gestione del territorio montano, con attenzione alle grandi opere in corso o programmate.
Secondo la capogruppo di Avs alla Camera Luana Zanella, il giudizio rappresenta un segnale politico e amministrativo rilevante: “Un disonore che doveva e poteva essere evitato: Legambiente attribuisce a Cortina la bandiera nera della sostenibilità. Per noi si tratta di una amara presa d’atto di un percorso anti-virtuoso dal punto di vista della sostenibilità ed anti-economico”.
Ad esser prese di mira dall’associazione sono le due mega opere oggetto di numerose segnalazioni presso diversi organismi di controllo: la pista di bob e la funivia Socrepes-Apollonio. “Per la comunità ampezzana una sconfitta che porta il nome di Matteo Salvini e Luca Zaia, di Andrea Abodi e Gilberto Pichetto Fratin – conclude Zanella –: le principali autorità politiche che avrebbero dovuto impedire lo scempio e lo hanno invece firmato”.



