La Regione Veneto compie un nuovo passo verso la transizione energetica e punta ad accelerare lo sviluppo delle fonti rinnovabili
La giunta regionale del Veneto ha approvato il Documento preliminare e il Rapporto ambientale preliminare del nuovo Piano di individuazione delle zone di accelerazione terrestri (Pizat), avviando così la procedura di Valutazione ambientale strategica. Il provvedimento recepisce le più recenti norme europee e nazionali e punta a sostenere il raggiungimento dell’obiettivo assegnato al Veneto: 5.828 megawatt di nuova potenza installata da fonti rinnovabili entro il 2030.
L’iniziativa nasce dalla proposta dell’assessore al Governo del territorio Marco Zecchinato e dell’assessore alle Politiche energetiche Massimo Bitonci. Il Piano individua aree considerate idonee allo sviluppo degli impianti energetici con procedure semplificate e tempi autorizzativi ridotti. La Regione ha privilegiato superfici già urbanizzate, produttive o degradate per limitare il consumo di suolo e contenere l’impatto ambientale e paesaggistico.
Procedure più rapide e meno burocrazia
“Con questo Piano la Regione torna ad assumere un ruolo centrale di pianificazione e governo del territorio – sottolinea l’assessore Zecchinato -. Le Zone di accelerazione sono state individuate attraverso un percorso tecnico interdisciplinare, condotto da un apposito Gruppo di lavoro regionale, che considera sviluppo delle fonti rinnovabili, tutela paesaggistica ed equilibrio territoriale”.
Zecchinato evidenzia anche gli effetti concreti del nuovo sistema autorizzativo. “La novità principale riguarda il procedimento di semplificazione amministrativa per imprese e territori – spiega l’assessore –. Nelle Zone di accelerazione, individuate come aree a basso impatto ambientale e infrastrutturale, i progetti che prevedono adeguate misure di mitigazione potranno beneficiare di procedure autorizzative più rapide”.
Il Piano prevede infatti una riduzione dei tempi burocratici grazie alla valutazione preventiva degli impatti ambientali attraverso la Vas. Per gli interventi soggetti ad Autorizzazione Unica, il parere paesaggistico resterà obbligatorio ma non vincolante e i tempi di rilascio si ridurranno di un terzo. Anche gli impianti in edilizia libera o soggetti a procedure semplificate potranno seguire iter più rapidi e con meno adempimenti amministrativi.
Il documento concentra l’attenzione soprattutto sugli impianti fotovoltaici e sui sistemi di accumulo energetico collegati. La strategia regionale resta coerente con il nuovo Piano energetico del Veneto e con gli obiettivi europei di decarbonizzazione. La Regione punta inoltre a rafforzare la diffusione di biomasse, geotermia e Comunità energetiche.
Bitonci: “Governance più rapida e sostenibile”
“Il Piano rappresenta una scelta strategica per rafforzare l’autonomia energetica del Veneto e accompagnare imprese e comunità verso un modello energetico più sostenibile e competitivo”, aggiunge Bitonci.
L’assessore ricorda anche il confronto avviato nei mesi scorsi con ordini professionali, associazioni di categoria, sindacati, università, ANCI e organizzazioni del territorio. Secondo Bitonci, il nuovo Piano consolida una strategia condivisa per accelerare la produzione di energia da fonti rinnovabili.
“Il Piano definitivo costituirà uno degli strumenti chiave per consentire al Veneto di raggiungere i target europei del pacchetto ‘Fit for 55’ – conclude Bitonci –, rafforzando la produzione di energia pulita e la competitività del sistema economico regionale attraverso una governance energetica più rapida, coordinata e sostenibile”.



