Il ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso annuncia il progetto di fattibilità entro giugno: il sito veneziano candidato a diventare polo di stoccaggio, raffinazione e riciclo
Il futuro della sicurezza industriale europea passa per il Nord Italia. Il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, ha annunciato oggi a Marghera, durante un incontro con la Port Community insieme all’Autorità del sistema portuale del Mare Adriatico settentrionale, l’avvio di un progetto ambizioso: trasformare *Porto Marghera in uno dei due hub pilota europei per lo stoccaggio e la gestione delle materie prime critiche“.
L’obiettivo è di garantire l’autosufficienza dell’Unione Europea di fronte a crisi geopolitiche e pandemie. “Stiamo preparando uno studio di fattibilità da sottoporre alla Commissione Europea con l’obiettivo di presentarlo entro giugno”, ha dichiarato Urso. Il sito veneziano è stato individuato come controparte meridionale dei grandi porti del Nord Europa (Rotterdam e Amsterdam), agendo come scudo per le imprese italiane ed europee in caso di interruzioni nelle catene di approvvigionamento. La necessità di tale infrastruttura è emersa con forza durante l’ultimo vertice del G7 sulle materie prime critiche, dove il Commissario UE ha ipotizzato proprio la “soluzione italiana” come pilastro della strategia comunitaria. Il progetto vede la collaborazione sinergica dei ministeri delle Imprese, dell’Ambiente e delle Infrastrutture.
Ma nelle intenzioni del governo Porto Marghera non sarà solo un deposito: “Vorremmo valutare se possa essere un’occasione anche per incentivare un polo produttivo nella raffinazione e nel riciclo”, ha aggiunto il Ministro. Due progetti veneti sono già stati inseriti tra i sette candidati nazionali al riconoscimento strategico europeo nell’ambito del Critical Raw Materials Act. L’area è considerata ideale per la sua vocazione alla riconversione industriale e per la presenza di grandi player multinazionali come Eni, Fincantieri, Stellantis ed Enel, che necessitano costantemente di questi materiali per le loro produzioni ad alta tecnologia”.
A confermare la solidità della candidatura è stato anche Matteo Gasparato, Presidente dell’Autorità di Sistema Portuale del Mar Adriatico Settentrionale: “Porto Marghera è uno dei siti più attrezzati, disponiamo di spazi molto ampi e di un know-how consolidato nella gestione di merci affini”, ha spiegato Gasparato, sottolineando come la disponibilità di aree private renda il progetto immediatamente cantierabile. La tabella di marcia è serrata: nei prossimi giorni è attesa a Marghera una delegazione di tecnici della Commissione Europea per i primi sopralluoghi operativi. L’interlocuzione tra Governo, Regione, Comune e associazioni di categoria resterà costante per arrivare alla definizione del piano entro le scadenze europee di giugno.
Stefani: “Attendiamo Commissario Ue a Marghera”
“Porto Marghera può diventare l’hub europeo delle materie prime critiche – dichiara Alberto Stefani, presidente della Regione del Veneto -. Ora attendiamo la visita del Commissario europeo Stéphane Séjourné, che conto verrà in Veneto nelle prossime settimane, per dare seguito ad un progetto sempre più ambizioso e strategico per il nostro territorio – spiega Stefani -. Non si tratta solo di realizzare un impianto di stoccaggio per materiali di estrema importanza, garantendo al Paese e a tutta Europa approvvigionamenti di risorse minerali e metalliche, caratterizzate da un alto rischio di fornitura. Il risultato che si prospetta è ancora migliore e genera interesse anche da parte del mondo produttivo veneto e nazionale, come pure dei sindacati: costituire un vero e proprio sito produttivo, che rilanci l’area industriale veneziana e garantisca sostenibilità economica e ambientale, oltre che lavoro stabile e dignitoso per tanti veneti – conclude il Presidente della Regione -. Regione e Governo guardano nella stessa direzione, quella giusta. Ora tocca all’Europa fare l’ultimo passo. Noi ci siamo”.
Pavanetto: “Bene lavoro sinergico tra Governo e Regione per il futuro dell’area”
“Ringrazio il ministro Urso per l’opportunità che sta dando al nostro territorio. È la dimostrazione che c’è sinergia tra governo nazionale ed enti locali per rilanciare Porto Marghera, un luogo che ha alle spalle una grande storia ma che guarda anche al futuro ripensando un’area strategica per l’intero Paese. Qui si è fatta la storia dell’industria non solo a livello nazionale, e quello che disegniamo oggi sarà il futuro di questa realtà, ma anche di Venezia e del Veneto e non solo”. Così il vicepresidente della Regione del Veneto, Lucas Pavanetto. “Lavorare sullo stesso asse, che unisce Regione, Ministero e Unione Europea, è una grande opportunità – ha aggiunto Pavanetto-. Abbiamo la fortuna di vivere in un territorio che si trova in posizione strategica, esteso dalla città di Venezia fino a Verona, in uno dei maggiori quadranti d’Europa per quanto riguarda la logistica. L’obiettivo è uscire da una logica di emergenza e urgenza per quanto riguarda il tema delle materie prime e programmare in sinergia tra enti locali e governo”.
Bitonci: “Porto Marghera può diventare il cuore strategico dell’innovazione industriale europea”
Per Massimo Bitonci, assessore regionale allo sviluppo economico, “il progetto di un hub nazionale delle materie prime critiche a Porto Marghera rappresenta una straordinaria opportunità per il Veneto e per l’intero sistema produttivo italiano. Non si tratta soltanto di realizzare un grande polo logistico e di stoccaggio, ma di costruire attorno a Marghera una vera filiera industriale avanzata capace di attrarre investimenti produttivi, ricerca, innovazione tecnologica e nuove imprese ad alto valore aggiunto”.
“Le materie prime critiche sono oggi un asset fondamentale per il futuro industriale europeo. Parliamo di componenti indispensabili per l’elettronica avanzata, i semiconduttori, i data center, le batterie, le tecnologie energetiche innovative, l’automotive, l’aerospazio e lo sviluppo dell’intelligenza artificiale. Senza una filiera sicura e competitiva di approvvigionamento, l’Europa rischia di perdere autonomia strategica e capacità produttiva nei settori più innovativi”, prosegue Bitonci.
Secondo l’assessore regionale, Porto Marghera possiede caratteristiche uniche per candidarsi a questo ruolo: “La posizione logistica strategica, il sistema portuale integrato, i collegamenti ferroviari verso il Nord Europa e la presenza di aree industriali riconvertibili rendono Marghera un sito ideale non solo per la movimentazione delle materie prime, ma anche per l’insediamento di impianti di trasformazione, lavorazione e recupero industriale”.
“Il Veneto può diventare un punto di riferimento europeo per le nuove catene del valore legate alla transizione tecnologica ed energetica. L’obiettivo deve essere quello di creare occupazione qualificata, attrarre investimenti internazionali e favorire la nascita di un ecosistema industriale capace di mettere insieme università, centri di ricerca, imprese innovative e grandi player industriali”, aggiunge l’assessore.
Bitonci evidenzia inoltre come il progetto possa avere ricadute strategiche anche sul fronte della sicurezza economica europea: “Garantire l’accesso alle materie prime critiche significa rafforzare la competitività del nostro sistema produttivo e sostenere la crescita dei comparti industriali più avanzati. È una sfida che riguarda direttamente il futuro dell’innovazione, della digitalizzazione e della sovranità tecnologica europea”.
“Come Regione del Veneto continueremo a sostenere tutte le iniziative che puntano a valorizzare Porto Marghera come piattaforma industriale moderna, sostenibile e competitiva a livello internazionale”, conclude Bitonci.


