Oltre duemila persone nella basilica di Santa Giustina. Il figlio Niccolò: “Non serve essere Alex Zanardi per avere una vita meravigliosa”
Alle 11 del mattino la bara bianca di Alex Zanardi ha fatto il suo ingresso nella Basilica di Santa Giustina di Padova, accolta dal silenzio e dalla commozione dei presenti, per l’ultimo saluto al campione. Ad accompagnarlo la moglie Daniela e il figlio Niccolò, che hanno salutato con le mani giunte la folla raccolta sotto la pioggia in Prato della Valle.
La chiesa era già gremita dalle 9 del mattino, con oltre duemila persone presenti per rendere omaggio al campione. All’arrivo del feretro è scattato un lungo applauso, ripetuto più volte anche durante la cerimonia. Il corteo funebre è stato aperto dagli atleti di Obiettivo3, l’associazione fondata da Zanardi, e chiuso dai familiari.
Il ricordo di Alex Zanardi
“Sono orgoglioso di avere avuto un amico come Alex, che non mi ha aiutato a diventare un prete migliore, ma non mi importava: mi ha aiutato a diventare un uomo migliore, questo mi importa”, ha detto don Marco Pozza prima di celebrare il rito funebre.
Tra i presenti numerosi volti noti del mondo dello sport e dello spettacolo: Gianni Morandi, Bebe Vio insieme a Giovanni Malagò, Alberto Tomba e il sindaco di Bologna Matteo Lepore. Presenti anche il ministro dello Sport Andrea Abodi, il presidente della Regione Veneto Luca Zaia e altre figure istituzionali.
Sotto l’altare è stata posizionata l’handbike dell’atleta bolognese, simbolo della sua seconda vita sportiva, mentre tra i primi ad arrivare ci sono stati i ragazzi di Obiettivo3. In chiesa anche Stefano Domenicali, Luca Pancalli, Gian Carlo Minardi e l’atleta paralimpica Giusi Versace.
Presente anche l’ex calciatore Julio González, che ha ricordato l’incontro con Zanardi dopo il suo incidente: “Zanardi venne a trovarmi in ospedale, mi diede una carica pazzesca”.
“Era l’emblema della positività perché poi da quell’incidente del 2001 nel quale ha perso le gambe, poi c’è stata tutta una rimonta”, ha ricordato il presidente del Consiglio regionale del Veneto, Luca Zaia. “Un atleta che aveva anche un forte legame con il bene”.
Momenti di grande emozione anche nelle parole di Barbara Manni, cognata di Zanardi: “Guarda cosa hai fatto, quanto è grande il mondo che ti si stringe intorno. ‘Combattente’, credo che questa parola raggiunga la tua essenza più vera”, ha aggiunto, ricordando il ruolo fondamentale della famiglia nella sua vita.
Durante l’omelia, don Marco Pozza ha sottolineato il segno lasciato da Zanardi: “Alex anche da morto continuerà a parlare di obiettivi – ha affermato -. Mi dispiace per la morte, pensava di averlo bevuto ma neanche stavolta ha fatto bene i conti. Si è presa il corpo, ma l’anima le è sfuggita. In corsia di sorpasso è andata a infilarsi dentro la carne e le storie dei ragazzi di Obiettivo3″.
Toccanti le parole del figlio Niccolò durante la cerimonia: “Non serve essere Alex Zanardi per avere una vita meravigliosa, chiunque può avere una vita meravigliosa e gratificante. Io auguro a tutti, per primo a me stesso, di trovare il sorriso nelle piccole cose, perché da lì si costruiscono quelle grandi”.
Un ultimo saluto carico di emozione, tra applausi e silenzi, per un uomo che ha lasciato un segno profondo nello sport e nella vita di molti.
Paola Roma: “Zanardi esempio autentico di forza e speranza”
“Ricordare Alex Zanardi significa rendere omaggio non solo a un grande campione dello sport, ma soprattutto a un uomo che ha saputo trasformare la propria vita in un messaggio universale di forza, speranza e positività. Zanardi è stato un esempio autentico per tutti noi. Nella vita come nello sport ha dimostrato che anche di fronte alle difficoltà più evidenti non ci si deve mai arrendere. La sua straordinaria capacità di rialzarsi, di reinventarsi e di affrontare ogni sfida con ottimismo e coraggio rappresenta una lezione che resta indelebile”. Con queste parole l’assessore allo Sport della Regione Veneto, Paola Roma, ha ricordato la figura di Alex Zanardi, simbolo di determinazione e resilienza, in una nota stampa.
“Ha saputo rinascere dopo l’incidente, diventando un ambasciatore dello sport paralimpico, conquistando risultati straordinari e realizzando importanti progetti nel campo dell’inclusione sociale – aggiunge Roma -. Ma soprattutto, attraverso il suo percorso umano e sportivo, ha lanciato un messaggio potente: le barriere possono essere superate, i limiti possono essere trasformati in opportunità. Un messaggio, quest’ultimo che resterà indelebile per tutti noi. Ci tengo inoltre a porgere un messaggio di affetto e vicinanza alla famiglia di Alex, alla madre Anna, alla moglie Daniela e al figlio Niccolò in questo difficile momento”.
Il ricordo dell’assessore sottolinea non solo i successi sportivi di Zanardi, ma soprattutto il valore umano di un uomo capace di trasformare le difficoltà in occasioni di crescita, diventando un punto di riferimento per migliaia di persone.



