Rsu e organizzazioni sindacali denunciano lo stallo nelle relazioni industriali dopo l’incontro con la direzione della Fenice di Venezia
La Rsu della Fondazione Teatro La Fenice e le organizzazioni sindacali SLC CGIL, FISTel CISL, UILCOM UIL e FIALS CISAL denunciano “l’atteggiamento di totale chiusura” assunto dalla direzione del Teatro dopo l’incontro odierno con la rappresentanza dei lavoratori, recentemente rinnovata.
Secondo quanto riferito dalle sigle sindacali, la direzione si sarebbe mostrata “visibilmente irritata” dal mandato confermato ai delegati e avrebbe dichiarato di non voler avviare alcuna trattativa su temi contrattuali e organizzativi finché resterà in vigore lo stato di agitazione legato alla vicenda Venezi. Una posizione definita dai sindacati “un inaccettabile ricatto”, perché subordinerebbe “il rispetto dei diritti contrattuali e la corretta gestione dei rapporti di lavoro al ritiro di una legittima iniziativa sindacale”.
Le organizzazioni contestano inoltre la narrazione del sovrintendente Nicola Colabianchi, secondo cui la direzione avrebbe mantenuto una “porta sempre aperta” al dialogo. “I fatti raccontano altro”, affermano RSU e sindacati, ricordando che “l’ultimo incontro negoziale risale all’8 ottobre scorso, alla presenza del Sindaco”, e che da allora ogni richiesta di confronto sarebbe stata “sistematicamente elusa”.
Il recente voto di riconferma dei delegati RSU, sottolineano le sigle, dimostra che “le lavoratrici e i lavoratori non si lasciano intimidire”. Se la direzione intende “congelare le relazioni industriali per difendere scelte artistiche contestate”, aggiungono, si assume “la responsabilità del deterioramento del clima aziendale”.
La RSU e le organizzazioni sindacali ribadiscono infine che “non faranno passi indietro”: i diritti dei lavoratori “non sono negoziabili né possono essere usati come merce di scambio”.



