Crisi di Hormuz blocca l’export del Veneto. Zaia lancia l’allarme da Vinitaly: navi ferme, merci bloccate e aziende in difficoltà
A Verona, durante Vinitaly, il presidente del consiglio regionale del Veneto Luca Zaia segnala un grave allarme per l’economia veneta. I produttori denunciano blocchi nelle spedizioni lungo la rotta di Hormuz. La crisi internazionale colpisce direttamente le esportazioni regionali e le aziende affrontano ritardi, incertezze e perdite economiche crescenti.
“Da Vinitaly, parlando con diversi produttori e operatori, raccolgo un allarme molto serio: la crisi di Hormuz non è una vicenda lontana, ma un problema che sta già colpendo in modo diretto anche il Veneto. Ci sono navi cariche di prodotti della nostra economia ferme lungo quella rotta strategica, con milioni di euro di merci bloccate, consegne sospese e aziende lasciate nell’incertezza” commenta Zaia.
Il presidente del consiglio riporta le preoccupazioni raccolte tra gli operatori presenti a Veronafiere. Gli imprenditori segnalano spedizioni ferme e clienti in attesa. Il blocco logistico compromette programmi commerciali costruiti in mesi di lavoro.
“Quando si inceppa Hormuz non si blocca soltanto una rotta energetica decisiva per il mondo: si fermano container, forniture, pagamenti e programmazioni commerciali costruite in mesi di lavoro – aggiunge Zaia -. Il Veneto è una regione che esporta, che compete sui mercati internazionali. Qui a Veronafiere sto raccogliendo la preoccupazione concreta di chi vede spedizioni ferme, clienti in attesa e un danno economico che rischia di aggravarsi di ora in ora”.
Il problema coinvolge l’intero sistema produttivo veneto, non solo il settore vinicolo. Le imprese infatti dipendono da manifattura, agroalimentare e relazioni commerciali affidabili: l’aumento dei costi e l’instabilità nel Golfo peggiorano una situazione già difficile, mettendo a rischio l’intero sistema economico regionale.
“Serve un’iniziativa internazionale immediata, forte e credibile, per ristabilire condizioni di sicurezza e piena libertà di navigazione. L’Europa non può assistere in silenzio mentre le sue imprese pagano il prezzo di una crisi che ogni giorno diventa più grave. Difendere le rotte commerciali significa oggi difendere il lavoro, l’export e la tenuta di territori produttivi come il Veneto”, conclude Zaia.



