Pressioni dell’Ue sul padiglione russo e rischio stop ai finanziamenti: le posizioni del Veneto sulla vicenda
“La informiamo dell’intenzione di sospendere o terminare il finanziamento”. È il passaggio chiave della lettera inviata dall’Agenzia Istruzione e Cultura, braccio operativo della Commissione Europea, al presidente della Biennale di Venezia, Pietrangelo Buttafuoco. In bilico ci sono due milioni di euro l’anno per tre anni. Al centro della contestazione c’è la partecipazione della Russia alla 61ª Mostra d’Arte, ritenuta in violazione delle sanzioni europee per l’invasione dell’Ucraina. Kiev ha protestato per prima, ricevendo il sostegno di ventidue Paesi dell’Unione, mentre il presidente ucraino Zelenski ha annunciato sanzioni personali contro cinque tra organizzatori e artisti del padiglione russo.
Stefani: “Europarlamentari difendano la Biennale dal ricatto di Bruxelles”
Sulla vicenda interviene il presidente della Regione del Veneto, Alberto Stefani. “Sono in contatto con Pietrangelo Buttafuoco, di cui apprezzo l’indipendenza e il coraggio nel difendere le ragioni dell’arte e della cultura”, afferma. “In un mondo segnato da violenze, è doveroso preservare l’arte e favorire momenti di confronto culturale, che possano diventare occasioni per creare ponti, specie quando la diplomazia ufficiale fatica a trovare soluzioni”. Stefani definisce “inaccettabile” la posizione dell’Unione Europea nei confronti della Biennale, ricordando come l’istituzione veneziana, dal 1895, abbia accolto espressioni artistiche di tutti i popoli. “Da presidente della Regione del Veneto, mi appello a tutti gli europarlamentari italiani: difendano la principale istituzione culturale del nostro Paese da quello che si configura come un vero e proprio ricatto. La pace non si costruisce attraverso la censura e la libertà non si difende limitandola”.
Zaia: “Biennale può essere una grande occasione per parlare di pace, non per colpire l’arte con uno scontro ideologico e formale”
Sulla stessa linea interviene il presidente del Consiglio regionale del Veneto, Luca Zaia. “Leggo gli sviluppi di queste ore sulla vicenda del padiglione russo alla Biennale e penso che vi siano aspetti che devono essere assolutamente chiariti, con rigore e con trasparenza, da tutte le parti coinvolte”, afferma. Zaia ricorda che sia la Biennale sia il Governo italiano hanno espresso una condanna “ferma e inequivocabile” dell’invasione russa dell’Ucraina. “L’aggressore è la Russia, l’aggredita è l’Ucraina. Su questo non possono esserci ambiguità”.
Il presidente del Consiglio regionale invita però a non perdere di vista un obiettivo più ampio. “La Biennale può diventare una grande occasione per parlare di pace e per portare avanti un messaggio forte, universale, di quelli che solo il mondo dell’arte, della cultura e degli intellettuali ha saputo esprimere nei passaggi più drammatici della storia”. Zaia esprime solidarietà a Buttafuoco, sottolineando il lavoro svolto alla guida dell’istituzione.
Il presidente evidenzia infine il rischio di un’escalation istituzionale. “L’Europa continua a premere sull’acceleratore, appellandosi a norme, sanzioni e aspetti formali, quasi lasciando intendere che uno dei principali problemi del nostro continente sia oggi la presenza del padiglione russo alla Biennale. Mi pare una rappresentazione esagerata”. Zaia auspica che le tensioni non degenerino: “Spero che questi movimenti tellurici non si trasformino in un terremoto, ma si fermino a semplici scosse di assestamento”.


