Riconoscimento isole della laguna di Venezia come piccole isole, Besio (Fdi): “Le scuole vanno tutelate attraverso misure”
Nella giornata di ieri, a palazzo Fini, la consigliera Laura Besio (Fdi) ha presentato la mozione n.90 che impegna la giunta a promuovere il riconoscimento delle isole della laguna di Venezia come piccole isole, affinchè si applichi la normativa per la salvaguardia dei servizi scolastici. Inoltre, la mozione richiede l’introduzione di deroghe ai parametri numerici specifici per la formazione delle classi, al fine di garantire l’offerta formativa.
Besio, nell’introdurre la conferenza stampa, ha indicato gli obiettivi: “E’ prioritario assicurare la continuità dei presidi educativi nelle isole lagunari attraverso l’introduzione di misure. Porto la voce di tante mamme e di tanti papà che continuano a credere nella vita a Venezia. Questa Mozione dà vita a un percorso chiaro che si basa su un concetto semplice: le scuole, nelle isole di Venezia, non possono essere ‘salvate’ ogni anno. Le scuole sono presidi di comunità che vanno tutelati attraverso misure strutturate che ne garantiscano la stabilità nel tempo”.
Loredana Bencivenga, dirigente scolastico dell’Istituto comprensivo Foscolo di Murano- Burano, ha portato una testimonianza delle difficoltà: “Le piccole isole presentano peculiarità che non si riscontrano nelle scuole della terraferma, soprattutto nella fase di costituzione delle classi. La denatalità, infatti, incide in maniera ancora più marcata nei contesti insulari, rendendo particolarmente difficile garantire la continuità e il mantenimento delle strutture scolastiche. È necessario che queste comunità possano continuare a mantenere vive le proprie scuole, seppur di dimensioni ridotte”.
La mozione si fonda sull’articolo 119 della Costituzione e sul disegno di legge nazionale dedicato allo sviluppo delle isole minori. Il testo richiama l’unicità territoriale di Venezia, città Unesco strutturata tra terraferma e un sistema complesso di isole non collegate da viabilità ordinaria. Qui operano scuole che, pur appartenendo al Comune, vivono condizioni assimilabili a quelle delle piccole isole italiane tra mobilità esclusivamente acquea e popolazione in calo.



