Formedil Veneto forma i primi mediatori culturali per la sicurezza: nove mediatori da Ucraina, Marocco, Bangladesh, Romania, Nigeria, India e Togo.
Con oltre la metà della manodopera straniera nelle imprese venete, debutta una nuova figura professionale: il mediatore culturale per la sicurezza. Formedil Veneto ha avviato i primi corsi per facilitatori linguistici, chiamati ad affiancare i docenti e rendere davvero comprensibili norme e rischi ai lavoratori stranieri. Una svolta che punta a ridurre gli infortuni e a colmare un gap formativo sempre più evidente nei cantieri“.
La scelta risponde a un’esigenza concreta del mercato del lavoro: in Veneto, infatti, i lavoratori stranieri rappresentano oltre il 55% degli occupati nelle imprese edili. In Veneto, il settore dell’edilizia vede una forte e crescente presenza di lavoratori stranieri, che costituiscono oltre il 12% degli occupati regionali e oltre il 31% delle imprese edili guidate da imprenditori stranieri. Secondo i dati Unioncamere nell’ultimo anno le assunzioni previste di immigrati a livello nazionale hanno sfiorato quota 1 milione e 360mila, pari al 23%: un nuovo assunto su quattro non è italiano.
“Le parti sociali hanno dimostrato grande lungimiranza – sottolinea il presidente Enrico Maset – introducendo una figura capace di rendere davvero efficace la formazione sulla sicurezza. Non basta tradurre: serve trasferire consapevolezza del rischio, adattando linguaggio, esempi e approccio culturale”.
Il corso sperimentale, promosso in collaborazione con Confartigianato Marca Trevigiana, ha coinvolto nove mediatori (8 donne e un uomo) provenienti da Ucraina, Marocco, Bangladesh, Romania, Nigeria, India e Togo, già attivi come interpreti per Prefetture, enti di formazione e cooperative sociali. I lavoratori stranieri risultano infatti più esposti al rischio di infortuni, spesso a causa di barriere linguistiche e difficoltà nella comprensione delle norme di sicurezza. I dati Inail sugli infortuni hanno certificato per il 2025 un aumento di 1.681 infortuni sul lavoro rispetto all’anno precedente (+ 2,4%) e di 2.935 rispetto al 2020 (+ 4,25%).
“Vogliamo alzare l’asticella della qualità della formazione e distinguerci nettamente da logiche puramente formali – aggiunge il vicepresidente Pietro De Angelis – con mediatori formati, la sicurezza diventa realmente accessibile e comprensibile per tutti”.



