Stefani: “Questa manovra non è solo un insieme di numeri, ma un progetto di futuro: mette al centro la persona e le sue necessità nell’arco della vita, rafforza la coesione sociale e sostiene la crescita del territorio, puntando su innovazione e competitività”
Via libera del Consiglio regionale del Veneto ai principali documenti di bilancio: la Legge di stabilità regionale 2026, il Collegato e il Bilancio di previsione 2026-2028. Un passaggio che segna la fine anticipata dell’esercizio provvisorio e consente alla Regione di tornare pienamente operativa già a inizio aprile.
“Abbiamo rispettato l’impegno: grazie a un lavoro rapido e responsabile da parte del Consiglio regionale, che ringrazio per il contributo collaborativo sia nelle commissioni sia in aula, l’iter per l’approvazione dei documenti di bilancio si è conclusa entro Pasqua, in tempi record –ha spiegato il presidente della Regione del Veneto, Alberto Stefani, commentando l’approvazione da parte del Consiglio regionale dei disegni di legge di iniziativa della Giunta –. Era fondamentale uscire al più presto dalla gestione in dodicesimi per riuscire a programmare e utilizzare pienamente le risorse a disposizione, dando avvio a un passaggio decisivo per l’attuazione del programma di governo.
“Questa manovra non è solo un insieme di numeri, ma un progetto di futuro: mette al centro la persona e le sue necessità nell’arco della vita, rafforza la coesione sociale e sostiene la crescita del territorio, puntando su innovazione e competitività – ha dichiarato Stefani –. Tra le nostre priorità ci sono la sanità pubblica, il sociale – con particolare attenzione a famiglie, anziani e fragili – lavoro, sviluppo economico con strumenti innovativi per PMI e startup, tutela del territorio, sicurezza idraulica, infrastrutture e diritto allo studio. Ringrazio i gruppi consiliari di ciascun schieramento e auspico che sui grandi temi, nei mesi a venire, possano esserci sinergia e collaborazione tra maggioranza e opposizione”.

Una manovra da 19 miliardi senza nuove tasse
Stefani ha sottolineato il valore politico e programmatico della manovra, evidenziando come l’approvazione in tempi rapidi rappresenti un passaggio chiave per l’attuazione delle politiche regionali. “Abbiamo compiuto una scelta politica chiara – ha precisato il presidente – costruendo un bilancio da quasi 19 miliardi senza introdurre nuove tasse e senza aumentare l’addizionale regionale IRPEF: una decisione che rivendichiamo con orgoglio per dimostrare che si possono tenere insieme rigore, sviluppo e attenzione alle persone. Continueremo invece a lavorare su una fiscalità innovativa e partecipativa, anche attraverso strumenti come la piattaforma Venexus, dialogando con enti territoriali e sistema produttivo. Parallelamente, stiamo valutando una riconfigurazione della spesa per renderla sempre più coerente con i bisogni attuali, ad esempio orientando le risorse verso nuove esigenze emergenti”.
Fine dell’esercizio provvisorio e vantaggi operativi
Sull’aspetto tecnico e gestionale è intervenuto anche l’assessore al Bilancio, Filippo Giacinti, che ha evidenziato i benefici immediati derivanti dall’uscita anticipata dall’esercizio provvisorio. “L’approvazione del Bilancio il 2 aprile e, quindi, dei 3 Disegni-legge su Stabilità, Collegato, e Bilancio 2026-2028, – ha spiegato l’assessore – consente alla Regione di poter archiviare l’esercizio provvisorio un mese prima (il termine è solitamente fissato al 30 aprile), consentendo di attivare da subito anche la spesa per investimenti. Un risultato che all’inizio forse non tutti pensavano fosse possibile, ma che abbiamo raggiunto con determinazione e grazie all’impegno di tutto il Consiglio che ha compreso l’importanza per i cittadini veneti di avere una regione pienamente operativa a tempi di record. Durante l’esercizio provvisorio, la Regione può spendere ogni mese solo un dodicesimo degli stanziamenti previsti nell’ultimo bilancio approvato. Con l’approvazione definitiva, scompare questo limite rigido. Gli uffici regionali possono programmare e impegnare le risorse su base annuale o triennale, permettendo una gestione molto più fluida e meno burocratica dei pagamenti e dei contratti. Inoltre, l’uscita anticipata dal bilancio provvisorio permette di far partire immediatamente i cantieri e i bandi previsti per il 2026, accelerando la messa a terra di oltre 18 miliardi di euro di manovra complessiva”.
L’uscita anticipata dal bilancio provvisorio porta con sé vantaggi concreti: garantisce continuità ai servizi di sociale e istruzione, sblocca il cofinanziamento dei fondi europei (270 milioni nel triennio) e conferma la stabilità fiscale senza aumenti di IRPEF e IRAP. Inoltre, permette al sistema sanitario – finanziato con oltre 11 miliardi – di operare senza i limiti mensili della gestione provvisoria.
Gli interventi previsti
Nel dettaglio, la manovra interviene su più ambiti strategici. Per la montagna sono previsti almeno 30 milioni di euro l’anno per garantire i livelli essenziali di assistenza, oltre a fondi per servizi territoriali, idroelettrico e pesca.
Sul fronte sociale, spiccano i 69 milioni per il bonus anziani, i 38 milioni per le scuole dell’infanzia e ulteriori risorse per inclusione, natalità e contrasto alla violenza di genere. La sanità rappresenta la voce principale del bilancio, con 11,9 miliardi complessivi tra fondo sanitario, prestazioni extra LEA, personale e investimenti in edilizia e digitalizzazione.
Importanti anche gli interventi per infrastrutture viarie, con 143 milioni nel triennio destinati a manutenzione, gestione e progettazione della rete stradale.
Sul fronte dello sviluppo economico, sono previsti 3 milioni per l’imprenditoria femminile e quasi 6 milioni per facilitare l’accesso al credito delle PMI, oltre a risorse per innovazione, energia e internazionalizzazione. Previsti inoltre fondi per turismo, sicurezza urbana e welfare integrativo, mentre nasce “Veneto Welfare” con uno stanziamento iniziale dedicato.
Completano il quadro gli interventi per il diritto allo studio universitario, con 18 milioni per le borse regionali, le risorse per ambiente e difesa del suolo e i 5 milioni destinati al Data Center di Padova, progetto strategico per lo sviluppo digitale.
Verso un bilancio sempre più partecipato
“Abbiamo costruito questo bilancio – ha proseguito Giacinti – attraverso un rigoroso lavoro di razionalizzazione della spesa, recupero dell’evasione e riordino delle risorse, senza gravare ulteriormente sui cittadini. È una scelta che rivendichiamo con forza. La dialettica in aula è stata concreta e produttiva segno di un confronto serio che ha migliorato il testo finale mantenendo equilibrio e sostenibilità. Guardando al futuro, la Regione avvierà già nei prossimi mesi il percorso per il nuovo bilancio, che sarà costruito con un approccio partecipativo”.
E ancora: “Apriremo da subito una fase di confronto strutturato con associazioni, terzo settore e amministrazioni locali per arrivare entro l’anno a un bilancio sempre più condiviso. Solo dopo aver integrato le novità legate al federalismo fiscale e gli esiti del progetto Venexus potremo definire con precisione eventuali nuove risorse disponibili e orientarle in modo strategico per lo sviluppo del Veneto”.
La manovra, che vale complessivamente quasi 19 miliardi di euro, punta dunque a coniugare rigore finanziario, sviluppo economico e attenzione al sociale, rafforzando al tempo stesso la capacità di programmazione e investimento della Regione.



