Nel Veneto cresce la preoccupazione per il taglio dei docenti distaccati negli Istituti della Resistenza, ridotti da cinque a due
Nel Veneto cresce l’allarme nel mondo della scuola dopo la decisione dell’Ufficio Scolastico Regionale di ridurre da cinque a due i docenti distaccati presso gli Istituti storici della Resistenza. Il provvedimento, adottato senza indicare quali province saranno coinvolte, interrompe un assetto consolidato da anni nelle province di Venezia, Treviso, Vicenza, Belluno e Verona.
La riduzione ha suscitato una mobilitazione immediata tra gli insegnanti veneti, che in poche ore hanno raccolto oltre 1.200 firme in un appello a difesa dei distacchi. I docenti coinvolti svolgono infatti un ruolo centrale nella didattica della storia, nella formazione degli insegnanti e nei percorsi di educazione civica legati ai valori costituzionali e alla memoria della Resistenza.
Il timore è dunque che il taglio possa indebolire attività considerate strategiche per la qualità dell’offerta formativa e per la diffusione della conoscenza storica nei territori. Da qui la richiesta rivolta alle istituzioni competenti di riconsiderare la decisione e garantire continuità a un presidio educativo ritenuto fondamentale per il sistema scolastico regionale.
Cunegato (Avs): “Servono più risorse e una presa di posizione della Regione”
Ad intervenire sul tema è il capogruppo di Alleanza Verdi e Sinistra in Consiglio regionale del Veneto Carlo Cunegato che ha presentato un ordine del giorno e un emendamento al bilancio per chiedere alla Regione di intervenire a tutela degli Istituti storici della Resistenza, sollecitando il mantenimento dei distacchi e un incremento delle risorse regionali a sostegno del settore.
“Questi docenti contribuiscono alla didattica della storia nelle scuole, – commenta il consigliere – formano gli insegnanti, sostengono percorsi di educazione civica sui valori fondanti della Costituzione e della memoria della Resistenza. Un lavoro riconosciuto dalla stessa Regione, che con la Legge regionale n. 23 del settembre 2025 ha stanziato risorse proprie per sostenere gli Istituti. Ribadisco che tagliare i distacchi proprio ora sarebbe assurdo, in contraddizione con i finanziamenti già approvati”.
“Con l’ordine del giorno chiediamo alla giunta di rappresentare formalmente al ministero dell’Istruzione e all’ufficio scolastico regionale la propria contrarietà al taglio, sollecitando la conferma di tutti e cinque i distacchi. Con l’emendamento al bilancio proponiamo di aumentare il finanziamento regionale agli Istituti da 70mila a 100mila euro annui per il triennio 2026-2028, visto che nel bilancio della giunta regionale non sono previste più risorse a partire dal prossimo anno”, conclude Cunegato.



