Istituiti il tavolo di Partenariato e la Conferenza regionale dell’agricoltura, l’assessore Dario Bond:” Ricambio generazionale, innovazione e tutela delle risorse”
Il Veneto ha avviato ufficialmente il percorso che porterà alla definizione della posizione regionale nella futura Pac (Politica Agricola Comune) 2028-2034. La giunta ha approvato provvedimenti chiavi, tra cui l’istituzione del tavolo regionale del partenariato e l’avvio della conferenza regionale dell’agricoltura e dello sviluppo rurale.
Il nuovo quadro, delineato dalla commissione europea, prevede un modello basato su un fondo unico e su un piano nazionale e regionale. L’assessore all’agricoltura Dario Bond sottolinea il ruolo centrale del Veneto nel negoziato: “Il Veneto intende esserci da protagonista, portando le proprie specificità agricole, ambientali e territoriali dentro il negoziato nazionale ed europeo. L’agricoltura veneta non è solo un settore produttivo, ma una delle colonne portanti della nostra economia e della nostra identità”.
Il tavolo del partenariato riunirà istituzioni, categorie agricole e mondo sociale, con l’obiettivo di un confronto stabile e partecipato. L’approccio, spiega Bond, vuole essere “luogo vero di confronto e co-progettazione, capace di accompagnare tutte le fasi della programmazione, dalla definizione delle priorità fino alla loro attuazione”
Parallelamente parte la Conferenza regionale, pensata come un grande cantiere di discussione sul futuro dell’agricoltura Veneta. Con il percorso che “porterà alla definizione di un documento strategico basato sull’analisi del contesto regionale, l’individuazione e le priorità dei fabbisogni, la definizione degli elementi strategici“.
“Le sfide sono chiare – afferma Bond – e riguardano il ricambio generazionale, la sostenibilità ambientale, l’innovazione tecnologica e la capacità di rendere le aree rurali sempre più attrattive“.
Bond conclude: “Vogliamo un Veneto che continui a essere protagonista in Europa, capace di coniugare competitività, sostenibilità e qualità. E vogliamo farlo insieme ai nostri agricoltori, che sono i veri custodi del territorio e i primi interpreti del nostro futuro”.



