Aggressioni sessiste sui social ai danni della consigliera regionale del Partito democratico Monica Sambo.
In un video diffuso online, la consigliera ha spiegato di aver deciso di denunciare gli autori degli attacchi, sottolineando che “è importante denunciare perché questi comportamenti non vanno normalizzati”.
Immediata la solidarietà del Pd veneziano. In una nota firmata dal vicesegretario Danny Carella si legge: “Monica ha le spalle larghe, queste offese non la scalfiscono minimamente, ma non è possibile che nel 2026 ci sia ancora gente che davvero creda di potersi permettere di agire in questo modo e restare impunito. È ora di dire basta”.
Carella aggiunge che sarà la consigliera a decidere se e come rivolgersi alle autorità competenti, “cosa che auspichiamo decisamente”, ribadendo però la posizione del partito: “Tutti insieme, compatti, uniti, facciamo quadrato attorno a lei e tutte le persone che sono vittime di queste espressioni becere, come di recente accaduto all’assessore uscente Mar”.
“La società di oggi non può permettersi di sentirsi ancora aggredita da queste frasi – conclude Carella – è bene che non si ripetano e che questi pavidi conigli, più che leoni, da tastiera sappiano che ad azione corrisponde conseguenza. Anche legale. Per il Partito democratico di Venezia tutto è ora di dire basta”.
Stefani: Ferma e inequivocabile condanna
“Esprimo la mia più ferma e inequivocabile condanna per gli insulti sessisti e le gravi minacce di violenza rivolte via social a Monica Sambo, consigliera regionale e segretaria cittadina del Partito Democratico di Venezia. A lei va la mia piena solidarietà personale e quella di tutta l’Amministrazione regionale”.
Con queste parole, il Presidente della Regione del Veneto, Alberto Stefani, interviene in merito agli attacchi via web denunciati dall’esponente politica veneziana.
“L’odio verbale, specie quando degenera in violenza di genere – prosegue il Governatore – non è mai una forma di critica politica, ma un attacco ai valori democratici che non può essere tollerato né normalizzato come un banale ‘sfogo’ del web”.
“Nessuna donna, nell’esercizio delle proprie funzioni o nella vita privata, deve essere bersaglio di espressioni così degradanti. Confido nel lavoro delle autorità affinché i responsabili siano rapidamente individuati, ribadendo con forza che in Veneto non può esserci alcuno spazio per l’intimidazione e l’inciviltà”, conclude il Presidente.
Martella: “Violenza vile e inaccettabile”
“Voglio esprimere la mia totale solidarietà a Monica Sambo, consigliera regionale e segretaria cittadina del Partito Democratico di Venezia, per i violenti attacchi sessisti che ha ricevuto via social. È una violenza vile e inaccettabile, che va condannata senza esitazioni. E non è un caso che si abbatta soprattutto sulle donne impegnate in politica: è un tentativo vergognoso di intimidire, zittire, umiliare”. Lo dichiara Andrea Martella, segretario regionale del Pd Veneto e candidato sindaco di Venezia, che conclude: “Pochi odiatori non possono inquinare la discussione pubblica, né scoraggiare chi fa politica con serietà e passione», conclude Martella. «Monica non è sola. E noi non ci faremo zittire”.
Zaia: “Vergogna senza colore politico. Non è libertà di opinione, è violenza”
“Gli insulti sessisti, violenti e offensivi rivolti sui social alla consigliera regionale Monica Sambo costituiscono un fatto grave e inaccettabile. Non c’è alcuna giustificazione possibile. Non è libertà di opinione, è violenza verbale, è regressione civile, è un attacco diretto alla dignità della persona e al ruolo istituzionale che essa rappresenta”. Lo dichiara il presidente del Consiglio regionale del Veneto, Luca Zaia, facendo riferimento “ai gravi insulti rivolti alla consigliera regionale del Veneto Monica Sambo.”
“Su questi episodi non esiste colore politico – mette in chiaro Zaia – Esiste solo la vergognosa stupidità di chi, nascosto dietro una tastiera, pensa di poter colpire, intimidire, umiliare. Sono piccoli uomini che nulla hanno a che fare con il confronto democratico e con il rispetto delle istituzioni. La politica può e deve essere anche dura nel confronto, ma mai degradare in odio personale e discriminazione.”
“Alla consigliera Sambo va la mia piena solidarietà, personale e istituzionale – continua il Presidente del Consiglio regionale – Non possiamo tollerare che il dibattito pubblico venga inquinato da linguaggi violenti, sessisti e intimidatori.”
“Le istituzioni, la politica e la società civile devono fare fronte comune per isolare questi comportamenti e affermare con chiarezza che il rispetto non è negoziabile – conclude Luca Zaia – Chi sbaglia deve essere chiamato a risponderne, anche sul piano legale.”



