Il seminario nazionale dei Galpa ha riunito i 28 gruppi italiani della pesca e acquacoltura per affrontare le principali criticità del settore
Si chiude a Venezia il secondo Seminario nazionale della rete dei Galpa (Gruppi di azione locale della pesca e dell’acquacoltura) chiamati a tradurre in interventi concreti sui territori le strategie del Programma nazionale Feampa 2021-2027. Al centro dell’incontro, che ha riunito 28 partenariati provenienti da tutte le regioni costiere italiane, le criticità strutturali del comparto e le prospettive di sviluppo sostenibile.
Cambiamenti climatici, diffusione di specie aliene invasive, aumento dei costi energetici e trasformazioni dei mercati ittici rappresentano oggi sfide decisive per un settore sempre più fragile. In questo contesto, la cooperazione tra istituzioni, imprese e comunità locali emerge come leva strategica per garantire competitività e resilienza.
Le strategie di sviluppo locale, costruite dal basso attraverso i Piani di azione locale, puntano a promuovere un’economia blu sostenibile, innovare i processi di trasformazione dei prodotti ittici e favorire l’integrazione tra pesca, acquacoltura e altri comparti produttivi. A sostenerle, risorse complessive pari a oltre 107 milioni di euro, cofinanziate da Unione europea, Ministero e Regioni. In Veneto, i due Galpa attivi dispongono di 8,5 milioni di euro, con numerosi progetti già avviati tra il Flag Veneziano e il Galpa Chioggia e Delta del Po.
Gli interventi dei partecipanti al seminario
“Di fronte ai tanti, pesanti fronti di crisi aperti per il mondo della pesca e dell’acquacultura, crediamo fortemente che la cooperazione sia l’unica via e serva tracciarla insieme. Quello della pesca è infatti un settore tendenzialmente individualista, ma stare soli oggi significa rischiare di rimanere l’ultimo gradino della catena economica e commerciale. Per questo invece ci stiamo dando l’obiettivo e l’impegno di creare sistema e di fare massa critica, per affrontare le sfide che ci attendono ma anche orientare le politiche di filiera in maniera unitaria e cooperativa”, ha dichiarato il presidente del Flag Veneziano Antonio Gottardo.
Dello stesso avviso l’assessore regionale alla Pesca del Veneto Dario Bond che ha richiamato la necessità di interventi rapidi e coordinati: “Quella della pesca è una crisi che ho toccato subito con mano al porto di Pila. In tempi brevi, e con il fondamentale coinvolgimento del prefetto di Venezia, siamo riusciti a fare un appalto in somma urgenza per lo sghiaiamento del porto. Siamo partiti da Pila perché è un porto peschereccio attivo e importante, che produce anche grosso fatturato, ma si tratta solo di un esempio rappresentativo della più ampia crisi che il settore sta attraversando e che possiamo e dobbiamo affrontare solo facendo squadra“.
Il tema delle ricadute sociali è stato sottolineato anche dall’assessore comunale di Venezia Sebastiano Costalonga: “La situazione di profonda difficoltà delle nostre marinerie configura un’emergenza non solo economica ma anche sociale, con ricadute importanti su molte famiglie del territorio. In questo contesto, il ruolo dei Galpa diventa fondamentale“.
Sul fronte nazionale, la direttrice generale della Pesca marittima e dell’Acquacoltura del Masaf Graziella Romito ha evidenziato la necessità di interventi strutturali: “Ci troviamo in un momento di grande difficoltà del settore, perché i costi che i nostri pescatori devono sostenere sono enormi. In un’ottica di lungo periodo, bisogna sicuramente intervenire per ristrutturare il settore, favorire ad esempio anche una conversione della flotta in una a più basso impatto energetico… Insomma bisogna fare un ragionamento più ampio, e in questo contesto sicuramente serve lavorare a livello di negoziato con la Commissione europea per garantire al settore della pesca risorse sufficienti”.
Nel corso del seminario è stato rilanciato anche il progetto per la candidatura della piccola pesca tradizionale italiana a patrimonio culturale immateriale Unesco, già avviato nel 2024. Da Venezia è partita una nuova chiamata a istituzioni e territori per ampliare il partenariato e rafforzare il percorso, con l’obiettivo di valorizzare un patrimonio culturale e produttivo che rappresenta una componente essenziale dell’identità costiera del Paese.



