Confermata la chiusura di una sala slot a Este, per il TAR troppi movimenti sospetti e locale troppo vicino a scuole e luoghi sensibili
La battaglia legale tra i gestori della sala giochi di Este e la Questura di Padova si chiude con un nuovo stop. Il Tar del Veneto ha infatti respinto il ricorso presentato dopo la creazione di una nuova società, confrermando il rifiuto al rilascio di una nuova licenza.
La vicenda era iniziata nel luglio 2025, quando il questore aveva disposto la chiusura dell’esercizio, dopo aver rilevato un volume di transazioni sospetto. Attraverso il Pos installato nella sala erano infatti stati registrati prelievi per circa un milione di euro in un anno, flussi ritenuti compatibili con condotte di riciclaggio.
Una prima sospensiva aveva temporaneamente bloccato la revoca, ma la sentenza successiva del Tar aveva confermato la piena legittimità dell’operato della Questura. Il giudice aveva rilevato la presenza di operazioni “anomale” e riconducibili a dinamiche illecite, condannando anche la società ricorrente al pagamento delle spese processuali.
Dopo la costituzione di una nuova società, i gestori avevano tentato di ottenere una nuova licenza, mantenendo però invariati sede e finalità. La questura aveva rifiutato l’istanza, evidenziando che il locale si trovava infatti a meno di 400 metri da scuole, luoghi di culto e strutture sanitarie.
Il Tar, nuovamente chiamato a pronunciarsi, ha confermato la decisione della Questura. I giudici hanno chiarito che la precedente revoca della licenza aveva interrotto la continuità dell’attività: la nuova domanda andava quindi trattata come richiesta di apertura, soggetta ai limiti imposti dalla legge regionale.



