Marcato (Lega) annuncia l’approvazione del bilancio veneto 2026-2028 con investimenti da 18,95 miliardi
La terza commissione permanente del Veneto ha approvato oggi, a maggioranza, la legge di stabilità regionale 2026 e il bilancio di previsione 2026 – 2028. La commissione, presieduta da Roberto Marcato (Lega), ha esaminato le manovre economiche destinate a sviluppare settori strategici come agricoltura, caccia, pesca e energia.
La legge di stabilità 2026 prevede investimenti per 18,95 miliardi di euro, con fondi destinati a iniziative come il bando per l’impreditoria femminile, le start-up innovative e i “Distretti del commercio“. Presenti alla seduta anche l’assessore allo sviluppo economico Massimo Bitonci e altri membri della commissione.
A margine dei lavori, Marcato ha ringraziato i colleghi per il confronto costruttivo e ha sottolineato l’importanza di questa manovra per sostenere crescita e innovazione industriale in Veneto nei prossimi tre anni.
La Terza Commissione sottolinea inoltre l’importanza di monitorare l’attuazione della manovra e dei collegati strumenti di sostegno, per assicurare che le risorse stanziate raggiungano effettivamente i settori e i territori previsti, promuovendo trasparenza e efficacia nella gestione dei fondi pubblici.
Cunegato ed Ostanel (AVS): “La manovra è fotocopia di Zaia”
“Oggi abbiamo fatto due domande semplici all’assessore Gerosa: ci sono soldi per lo psicologo di base? Ci sono soldi per l’assistente di quartiere? La risposta è stata ‘no’ ad entrambe, sebbene i funzionari della Giunta abbiano garantito che è già pronta una legge. Ma se la legge, secondo lo stesso presidente Stefani, era già pronta tre mesi fa, cosa aspettano a mostrarcela? Viene il dubbio che le promesse di questa ‘nuova Lega’ siano soltanto social-washing”. Così il gruppo di Alleanza Verdi e Sinistra, in Consiglio Regionale, Carlo Cunegato ed Elena Ostanel.
“Nello scorso ottobre – ricordano i consiglieri –, il presidente Alberto Stefani aveva stupito annunciando lo psicologo di base, una misura che noi invochiamo da anni e che la destra veneta ha sempre ignorato. Poi l’assistente di quartiere, una misura che a dicembre era ‘già pronta’, di cui non si è più saputo nulla. Dopo la presentazione del bilancio, avevamo denunciato l’assenza sconcertante delle risorse necessarie a realizzare queste due promesse: l’ennesima conferma che, senza un intervento sull’addizionale Irpef, si condanna la Regione a un bilancio povero, privo delle risorse necessarie per gli interventi che lo stesso Stefani indica come prioritari. Nel frattempo, il Veneto resta penultimo in Italia per spesa pro capite in salute mentale, i Centri di salute mentale sono in profonda crisi e quasi undicimila veneti aspettano un posto in RSA. Su tutto questo, da questo bilancio non arriva nessuna risposta strutturale”.
“Per questo, – proseguono i consiglieri – oggi abbiamo chiesto conto di due promesse simbolo del ‘nuovo’ presidente leghista. Alberto Stefani ha usato il linguaggio dell’innovazione sociale per fare campagna elettorale. Ma questo bilancio non è una rivoluzione: è la fotocopia di quello di Luca Zaia. Chi sperava in un cambiamento reale oggi ha la conferma che non è arrivato e non arriverà. Noi continueremo a fare le domande scomode, perché i veneti meritano risposte vere, non annunci sui social”, concludono Cunegato ed Ostanel.



