Rete di intervento più coordinata lungo la costa veneta per gestire spiaggiamenti e monitorare la biodiversità dell’Adriatico
Presentato a Venezia il nuovo protocollo regionale dedicato alla gestione degli spiaggiamenti di cetacei e tartarughe marine. L’iniziativa è stata illustrata nella sede di Veritas e condivisa con i Comuni della costa veneta e con le associazioni del settore turistico, con l’obiettivo di diffondere procedure operative chiare e rafforzare la collaborazione tra istituzioni, operatori del territorio e comunità scientifica.
Il progetto nasce dalla collaborazione con l’Università degli Studi di Padova, in particolare con il Dipartimento di Biomedicina Comparata e Alimentazione, grazie al contributo scientifico di Sandro Mazzariol e Cinzia Centelleghe, tra i principali esperti italiani nello studio degli spiaggiamenti di cetacei e tartarughe marine.
Venturini: “Rete più forte per proteggere la biodiversità dell’Adriatico”
“Con questo protocollo – dichiara l’assessore regionale all’Ambiente, Clima e Parchi Elisa Venturini – rafforziamo la rete di intervento e di monitoraggio lungo le coste del Veneto, mettendo a sistema il lavoro di istituzioni, università, capitanerie di porto, enti locali e associazioni. L’obiettivo è garantire interventi rapidi e coordinati quando si verificano spiaggiamenti di cetacei o tartarughe marine, assicurando sia il soccorso degli animali vivi sia la raccolta di dati scientifici fondamentali per conoscere meglio il nostro mare”.
Il protocollo stabilisce procedure precise per la gestione degli interventi. Quando gli animali vengono trovati ancora vivi, si attiva una rete di soccorso che consente il recupero, le cure e, quando possibile, la reintroduzione nel loro ambiente naturale. Nel caso di esemplari rinvenuti morti, invece, vengono avviate analisi scientifiche utili a comprendere le cause del decesso e a raccogliere informazioni sullo stato dell’ecosistema marino.
Mazzariol: “Anche gli animali morti forniscono dati preziosi”
“Anche gli animali trovati morti – spiega il professor Sandro Mazzariol – rappresentano una fonte di informazioni estremamente importante. Attraverso le analisi e gli studi che vengono effettuati possiamo comprendere meglio le cause di morte, ricostruire aspetti della vita degli animali e ottenere indicazioni utili sullo stato di salute del mare Adriatico”.
Centelleghe: “Dati fondamentali per la conoscenza scientifica”
“Le attività di monitoraggio e di analisi – aggiunge la professoressa Cinzia Centelleghe – permettono di raccogliere dati fondamentali sia sulle specie che popolano il nostro mare sia sulle condizioni ambientali delle acque. Queste informazioni sono essenziali per migliorare la conoscenza scientifica e per orientare le politiche di tutela della biodiversità marina”.
Negli ultimi anni le coste del Veneto hanno registrato diversi episodi che evidenziano il valore naturalistico dell’Mare Adriatico, dalla presenza sempre più frequente di delfini fino alla recente segnalazione di una foca monaca nella laguna. Proprio per questo il nuovo protocollo punta a rafforzare il coordinamento tra enti pubblici, università e operatori locali, inserendosi anche nelle reti nazionali e negli accordi internazionali dedicati alla protezione dei mammiferi marini e delle tartarughe.



