L’esposizione al Museo Etnografico Dolomiti di Cesiomaggiore, tra cimeli sportivi, oggetti d’epoca e memoria popolare, richiama gruppi e scuole anche da fuori provincia
A poco più di un mese dall’apertura, la mostra “La slitta fra tradizione, gioco e competizione” allestita al Museo Etnografico Dolomiti registra un primo bilancio positivo. L’esposizione, organizzata in omaggio ai Olimpiadi invernali Milano Cortina 2026 e alle Paralimpiadi invernali, ha già superato il traguardo dei mille visitatori, attirando anche gruppi provenienti da fuori provincia.
La direttrice del museo Cristina Busatta sottolinea il buon riscontro ottenuto nelle prime settimane: “Siamo molto contenti dell’afflusso di visitatori in questo primo periodo di apertura, abbiamo avuto più di un migliaio di presenze anche da fuori provincia. In particolare stanno riscuotendo molto successo le visite guidate gratuite del sabato pomeriggio, condotte dall’associazione Isoipse. Abbiamo già numerose prenotazioni da parte di scuole e gruppi, e con piacere stiamo rivedendo anche le grandi comitive che arrivano in pullman”.
Tra gli ultimi gruppi prenotati figurano visitatori provenienti da Montebelluna e Thiene, segnale che la notorietà del museo sta progressivamente superando i confini provinciali. Durante la settimana il museo ospita anche attività dedicate agli anziani, spesso provenienti da RSA e centri diurni. Le visite guidate, organizzate sempre dall’associazione Isoipse, diventano occasioni di memoria condivisa: gli oggetti esposti evocano ricordi d’infanzia e di vita quotidiana legati alla neve e alle slitte, contribuendo ad arricchire le ricerche sul patrimonio immateriale del territorio.
Cimeli olimpici e oggetti rari
Il percorso espositivo unisce sport, tradizione e cultura popolare. Tra i pezzi più curiosi figurano diversi modelli di slittini da competizione, tra cui esemplari utilizzati da atleti italiani in precedenti edizioni dei Giochi olimpici invernali e ai campionati mondiali, oltre a uno slittino per il para ice hockey.



Non mancano oggetti rari e di grande valore storico: un antico bob proveniente dalla Boemia, uno Skibob tedesco del 1946 — di cui esiste un solo altro esemplare conservato al museo del design di Monaco di Baviera — e un bob da strada artigianale della fine degli anni Cinquanta. Accanto a questi sono esposti diversi modelli di slittini tradizionali realizzati nella provincia di Dolomiti Bellunesi, con forme e denominazioni ormai quasi dimenticate.
La mostra dedica spazio anche alle slitte da lavoro e da trasporto, strumenti fondamentali nella vita quotidiana delle comunità di montagna, che raccontano usi, mestieri e forme di economia del passato.
Una mostra partecipativa
Il percorso si completa con fotografie d’epoca di grande formato, video e una postazione multimediale che consente di consultare il “Glossario della neve”, delle slitte e dei santi e proverbi legati alla stagione invernale. L’esposizione ha inoltre un carattere partecipativo: i visitatori sono invitati a contribuire con testimonianze e informazioni per arricchire la ricerca sul patrimonio culturale legato alla neve.
La mostra è visitabile dal martedì alla domenica con orari differenziati: dal martedì al venerdì dalle 9 alle 13, mentre nel fine settimana dalle 15 alle 18. Il biglietto intero costa 5 euro, ridotto 3 euro per over 65 e residenti nella provincia di Belluno; ingresso gratuito per bambini e persone con disabilità. Il ticket consente anche l’accesso al museo e al giardino delle rose.
Per approfondire il tema, i visitatori possono inoltre ascoltare il podcast “NEVICA! Memorie di slitte nelle Dolomiti Bellunesi”, realizzato da Piombo Podcast, che raccoglie le testimonianze di chi ha vissuto in prima persona la tradizione delle slitte nelle comunità montane.
L’esposizione, insieme alle visite guidate e al podcast, è stata finanziata da Fondazione Cariverona nell’ambito del progetto #SCIVOLARE dedicato alle iniziative culturali legate ai Giochi olimpici e paralimpici invernali di Milano Cortina 2026.



